Galvagno: «La manovra da 500 milioni sarà il banco di prova della maggioranza». Su Schifani: «Non è ancora il momento di parlarne»
ZAFFERANA ETNEA – La tenuta della maggioranza di centrodestra all’Assemblea regionale siciliana passerà dal voto sulla prossima manovra finanziaria del Governo regionale. Ne è convinto il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, che, in un’intervista rilasciata all’Adnkronos a margine della manifestazione “Etna Tricolore”, conclusasi ieri a Zafferana Etnea, ha indicato il provvedimento da oltre 500 milioni di euro come il vero banco di prova della coalizione.
«Riuscire a ricompattare la coalizione dipenderà oggettivamente da quello che succederà in aula a breve – ha dichiarato Galvagno –. Sarà un vero e proprio test d’aula. Finora i disegni di legge portati all’esame dell’Assemblea erano di iniziativa parlamentare. Oggi, invece, arriva una manovra governativa importante, da oltre 500 milioni di euro, che rappresenterà il banco di prova per verificare la solidità della maggioranza».
Secondo il presidente dell’Ars, le tensioni emerse negli ultimi mesi sono riconducibili soprattutto a incomprensioni nate in occasione delle recenti competizioni amministrative.
«Ci sono state discordie e questioni di natura elettorale che hanno prodotto un cattivo esempio della nostra coalizione in moltissimi comuni siciliani, dove il centrosinistra ha vinto soltanto grazie alle divisioni del centrodestra», ha spiegato.
Galvagno ha comunque sottolineato come, analizzando il risultato complessivo delle liste, il centrodestra continui a rappresentare la forza politica prevalente in Sicilia.
«Se si guardano i dati delle liste – ha aggiunto – il centrodestra mantiene una stragrande maggioranza. Questo momento servirà a capire se esiste una maggioranza solida in Aula. Se ci fosse stata la stessa compattezza dimostrata in Assemblea anche nelle elezioni amministrative, probabilmente avremmo vinto in tutti i comuni».
Il futuro di Schifani
Alla domanda su una possibile ricandidatura del presidente della Regione, Renato Schifani, Galvagno invita alla prudenza, rinviando ogni valutazione all’esito della manovra finanziaria.
«Non credo sia questo il momento di affrontare il tema. Se ne potrà parlare tra un mese, quando capiremo se esiste una maggioranza in grado di sgomberare il campo da tutte le voci insistenti che circolano. Diversamente, se la manovra dovesse incontrare difficoltà, quelle stesse indiscrezioni potrebbero assumere un peso diverso».
Per il presidente dell’Ars il voto rappresenterà quindi un momento decisivo per comprendere gli equilibri interni della coalizione di governo.
L’analisi su Cateno De Luca
Nel corso dell’intervista Galvagno si è soffermato anche sulla figura di Cateno De Luca, riconoscendone le capacità amministrative.
«De Luca sta proseguendo con coerenza il progetto avviato nel 2022. Non ha mai impostato il proprio percorso su basi ideologiche, ma prevalentemente amministrative. Per quello che leggo e interpreto, oggi continua a privilegiare gli aspetti concreti dell’amministrazione rispetto alle appartenenze politiche».
Il presidente dell’Assemblea ha ricordato il percorso amministrativo del leader di Sud chiama Nord, evidenziando i risultati ottenuti nei Comuni guidati.
«È stato sindaco di Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina, della Città Metropolitana e Taormina. Ovunque riesce a conquistare il consenso dei cittadini grazie alle sue capacità comunicative. Ma, al di là dell’aspetto politico, basta analizzare i bilanci per verificare che nei Comuni amministrati da lui i conti risultano risanati. Messina, oggi, è una città profondamente diversa rispetto al passato».
L’approvazione della manovra economica regionale si preannuncia dunque come un passaggio determinante per il futuro politico della legislatura e per misurare la reale compattezza della coalizione che sostiene il Governo Schifani.
