PALERMO – Strage di Altavilla Milicia, tre ergastoli: condannati Giovanni Barreca e i due “fratelli di Dio”
La Corte d’Assise di Palermo ha inflitto tre condanne all’ergastolo per la strage di Altavilla Milicia, uno dei più efferati delitti degli ultimi anni in Sicilia. I giudici hanno riconosciuto colpevoli Giovanni Barreca, Massimo Carandente e Sabrina Fina per il triplice omicidio avvenuto tra l’8 e l’11 febbraio 2024.
Tre ergastoli per la strage
La prima sezione della Corte d’Assise di Palermo, presieduta da Vincenzo Terranova, dopo circa dieci ore di camera di consiglio ha deciso di condannare al carcere a vita tutti e tre gli imputati.
Le vittime furono Antonella Salamone e i figli Kevin Barreca, 16 anni, ed Emmanuel Barreca, di appena 5 anni, uccisi durante un delirante rito di presunta liberazione dal demonio.
Respinta la seminfermità mentale di Barreca
I giudici hanno escluso la seminfermità mentale di Giovanni Barreca, nonostante la richiesta avanzata dalla Procura di Termini Imerese, che aveva chiesto una condanna a 30 anni proprio in considerazione delle conclusioni della perizia psichiatrica.
La Corte ha invece ritenuto che l’uomo fosse pienamente consapevole delle proprie azioni al momento dei fatti, accogliendo la tesi sostenuta dalle parti civili, secondo cui Barreca era un fanatico religioso ma non incapace di intendere e di volere.
Una strage maturata nel fanatismo religioso
Secondo l’accusa, i tre imputati erano convinti che le vittime fossero possedute dal demonio e, con questo convincimento, le sottoposero a violenze e torture culminate nell’uccisione.
Antonella Salamone venne anche data alle fiamme dopo essere stata assassinata, mentre il piccolo Emmanuel fu ucciso con modalità che il processo ha definito di estrema crudeltà.
Un milione di euro ai familiari
La Corte ha inoltre disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro in favore dei familiari delle vittime.
Alla lettura della sentenza erano presenti in aula tutti e tre gli imputati. Il dispositivo è stato accolto tra lacrime e abbracci dai parenti di Antonella Salamone e dei due ragazzi.
I genitori della donna hanno espresso soddisfazione per la decisione dei giudici, pur ricordando che nessuna sentenza potrà restituire loro la figlia e i due nipoti.
