CATANIA – Un coro accompagnato da strumenti musicali realizzati con il legno dei barconi dei migranti ha aperto, nella stazione della metropolitana “Fontana”, la giornata dedicata al Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES), iniziativa che punta a garantire un accesso più equo alle cure per le persone in condizioni di maggiore fragilità.
L’evento è stato l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti dall’ASP di Catania nell’ambito del programma, che ha già consentito di prendere in carico 2.309 persone, erogare oltre mille prestazioni odontoiatriche, attivare sei ambulatori di prossimità e mettere in servizio tre motorhome, ambulatori mobili che raggiungono cittadini impossibilitati ad accedere ai servizi sanitari tradizionali.
Il PNES è finanziato con 625 milioni di euro attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) ed è coordinato dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti (INMP).
Laganga Senzio: «L’equità nell’accesso alle cure è la vera sfida»
Il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, ha evidenziato come il principale ostacolo sia rappresentato dalle persone che, spesso, non riescono nemmeno a richiedere una prestazione sanitaria.
«Esiste una fascia di popolazione che non ha neppure la possibilità di chiedere assistenza. Questo è il vero tema dell’equità nell’accesso alle cure», ha spiegato, sottolineando come molte persone rimangano sorprese nello scoprire i servizi disponibili. «Per questo è fondamentale trasformare il programma in una cultura della prossimità».
Camponi: «La salute è anche una questione di sicurezza pubblica»
Sulla stessa linea il direttore generale dell’INMP, Cristiano Camponi, che ha ribadito il valore sociale dell’iniziativa.
«Non può esserci integrazione senza la garanzia del diritto alla salute. Assicurare le cure a tutti significa anche tutelare la sicurezza pubblica», ha affermato.
Alla manifestazione hanno preso parte anche il prefetto di Catania, l’assessore comunale ai Servizi sociali e i rappresentanti degli otto mediatori di sistema e dei sette Enti del Terzo Settore che collaborano alla rete territoriale.
Nuovi servizi per i più giovani
Tra le novità illustrate durante la giornata figura l’introduzione di protesi oculistiche e apparecchi ortodontici destinati ai minori di 14 anni, ampliando così l’offerta sanitaria rivolta alle famiglie più vulnerabili.
Il programma, che interessa il periodo 2021-2027, proseguirà operativamente fino al 2029, con l’obiettivo di trasformare le esperienze maturate in un modello stabile per le future politiche sanitarie.
La testimonianza di Sofia
Particolarmente toccante la testimonianza di Sofia, 22 anni, seguita dal reparto di Odontoiatria Speciale Riabilitativa diretto dal dottor Riccardo Spampinato.
«Ho conosciuto medici straordinari che mi hanno ascoltata e aiutata. Mi sono sentita capita», ha raccontato, evidenziando il valore umano dell’assistenza ricevuta.
La giornata si è conclusa con la visita ai motorhome, gli ambulatori mobili che rappresentano uno degli strumenti principali del programma per portare la sanità direttamente nei quartieri e nelle aree più difficili da raggiungere.

Questi tizi hanno dimenticato che ci sono tante tante persone anziane più fragili degli immigrati. La solita propaganda politica dei comunisti posizionati nei punti più importanti della sanità. In sicilia non ci sono medici bravi e se li trovi devi li devi pagare profumatamente!!!