RIPOSTO – Una lite familiare degenerata in pochi istanti in una tragedia. La Procura di Catania ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per il 63enne accusato di avere ucciso il fratello Natale Guarrera, conosciuto da tutti come Lino, di 60 anni, al culmine di una violenta aggressione avvenuta ieri sul lungomare di Riposto. L’udienza davanti al Gip è stata fissata per lunedì.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il dramma sarebbe nato all’interno della rivendita di pesce gestita dalla vittima. Il fratello maggiore, già noto alle forze dell’ordine e con problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti, avrebbe chiesto del denaro che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato destinato all’acquisto di droga. Al rifiuto del 60enne sarebbe esplosa la violenza.
L’aggressore avrebbe inizialmente colpito il fratello con un taglierino. Ferito, Lino Guarrera avrebbe tentato una disperata fuga uscendo dalla pescheria e imboccando una strada laterale nel tentativo di mettersi in salvo. Il fratello, però, lo avrebbe inseguito impugnando una mannaia.
La fuga si è conclusa tragicamente pochi metri dopo. Raggiunto dall’aggressore, il 60enne è stato colpito ripetutamente con l’arma da taglio, riportando ferite gravissime.
Durante il drammatico episodio sono intervenuti anche il padre dei due fratelli, di 89 anni, e la figlia della vittima, che hanno cercato di fermare il 63enne. L’anziano è rimasto ferito al volto ed è stato ricoverato all’ospedale di Giarre in prognosi riservata, anche se le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. La nipote della vittima ha invece riportato lesioni alle mani, giudicate non gravi.
Per Natale Guarrera, purtroppo, ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Giarre, era stato anche allertato l’elisoccorso decollato dall’ospedale Cannizzaro di Catania, ma il suo cuore ha cessato di battere prima del trasferimento.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Riposto e della Compagnia di Giarre, che hanno bloccato il presunto autore dell’omicidio e lo hanno arrestato in flagranza con l’accusa di omicidio volontario e lesioni personali gravi. I militari hanno sequestrato sia il taglierino sia la mannaia ritenuti utilizzati durante l’aggressione.
Determinanti per la ricostruzione dei fatti saranno le testimonianze delle persone presenti e le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza installati nella zona, già acquisite dagli investigatori.
Il 63enne è stato interrogato dalla sostituta procuratrice Chiara Milazzo, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Fabio Scavone. La Procura di Catania ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare in carcere. Sarà il giudice per le indagini preliminari, nell’udienza fissata per lunedì, a pronunciarsi sulla richiesta.
La tragedia ha profondamente colpito la comunità di Riposto, dove Natale Guarrera era molto conosciuto per la sua attività di pescivendolo. Un dramma familiare che, secondo gli elementi raccolti finora dagli investigatori, sarebbe maturato per una richiesta di denaro degenerata nella più tragica delle conclusioni.
