Catania, aggressione a Piazza Lanza: tre agenti in ospedale, il Sappe denuncia l’immobilismo

Catania, aggressione a Piazza Lanza: tre agenti in ospedale, il Sappe denuncia l'immobilismo

CATANIA – Ancora violenza all’interno della casa circondariale di Piazza Lanza, dove un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’ex articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario ha aggredito tre agenti della Polizia Penitenziaria durante il servizio.

I tre operatori sono stati costretti a ricorrere alle cure dei sanitari. Uno di loro ha riportato una lussazione alla spalla, mentre gli altri due hanno comunque dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere in seguito all’aggressione.

A rendere noto l’episodio è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che definisce quanto accaduto «l’ennesima conseguenza di criticità denunciate da mesi e rimaste senza risposta».

In una nota congiunta, il segretario generale del Sappe Donato Capece e il delegato nazionale per la Sicilia Francesco Pennisi evidenziano come siano ancora una volta gli agenti della Polizia Penitenziaria a pagare il prezzo delle difficoltà che interessano il sistema carcerario.

«A pagare il prezzo dell’immobilismo sono, come sempre, i poliziotti penitenziari, lasciati soli a fronteggiare detenuti violenti, spesso affetti da gravi disturbi psichiatrici», affermano i rappresentanti del sindacato.

Secondo il Sappe, il carcere etneo continua a fare i conti con una cronica carenza di personale, strutture ormai deteriorate e criticità organizzative che richiederebbero interventi urgenti.

Il sindacato sostiene inoltre che le richieste avanzate negli ultimi mesi per la ristrutturazione dei padiglioni più degradati e per il potenziamento dell’organico sarebbero rimaste senza risposte concrete, mentre le problematiche continuano a ripercuotersi direttamente sul personale in servizio.

«È intollerabile – conclude la nota – che, mentre chi lavora quotidianamente nelle sezioni detentive rischia la propria incolumità, questa inerzia abbia conseguenze precise e ricada interamente sulla pelle dei Baschi Azzurri».

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli istituti penitenziari e delle condizioni di lavoro degli agenti, in un contesto che le organizzazioni sindacali continuano a definire particolarmente critico.

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