Legge elettorale, franchi tiratori affondano Meloni alla Camera: opposizioni in festa chiedono le dimissioni

Legge elettorale, franchi tiratori affondano Meloni alla Camera: opposizioni in festa chiedono le dimissioni

ROMA – Basta un solo voto per trasformare una giornata parlamentare in un caso politico nazionale. Alla Camera dei deputati la maggioranza è stata battuta, a scrutinio segreto, sull’emendamento alla riforma della legge elettorale che puntava a reintrodurre le preferenze: il testo è stato respinto con 188 voti contrari e 187 favorevoli, facendo emergere una profonda frattura all’interno della coalizione di governo.

L’emendamento, presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, prevedeva un sistema misto con capolista bloccato e la possibilità per gli elettori di esprimere fino a tre preferenze. Nonostante, nelle ore precedenti al voto, fossero arrivate rassicurazioni sul sostegno da parte di Forza Italia, Lega e dell’area vicina a Roberto Vannacci, il risultato dello scrutinio segreto ha evidenziato la presenza di numerosi franchi tiratori nella maggioranza.

Alla lettura dell’esito della votazione, dai banchi delle opposizioni si è levato un lungo applauso, seguito da cori che chiedevano le dimissioni dell’esecutivo. Immediati gli attacchi dei leader del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle.

Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha invitato il governo ad «aprire una crisi e andare a casa». La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di «fallimento» della maggioranza, sostenendo che il voto rappresenti una bocciatura politica dell’esecutivo. Sulla stessa linea anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra e il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha chiesto le dimissioni della presidente del Consiglio e il ritorno alle urne.

La replica della premier Giorgia Meloni è arrivata attraverso i social. «Ha vinto di nuovo la palude», ha scritto, rivendicando il tentativo di reintrodurre le preferenze dopo oltre trent’anni di liste bloccate e criticando la scelta dell’opposizione di ricorrere al voto segreto. La presidente del Consiglio ha però riconosciuto che nella maggioranza «sono mancati diversi voti» e ha annunciato la necessità di una riflessione interna.

Dopo il voto l’Aula è stata teatro di momenti di forte tensione, con le opposizioni che hanno protestato contro la prosecuzione dell’esame della riforma elettorale. La Conferenza dei capigruppo ha comunque deciso di proseguire i lavori fino a tarda sera.

Nel centrodestra è intanto iniziata la ricerca dei possibili franchi tiratori. Il capogruppo della Lega Riccardo Molinari ha ricordato come il voto segreto renda impossibile individuare i responsabili della bocciatura. Da Forza Italia Enrico Costa ha assicurato la compattezza del gruppo azzurro, mentre l’area vicina a Roberto Vannacci ha diffuso un video per dimostrare il voto favorevole dei propri deputati. Anche da Fratelli d’Italia il capogruppo Galeazzo Bignami ha escluso, sulla base degli elementi a disposizione del partito, che i voti mancanti provengano dai deputati di FdI.

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