Pd Sicilia attacca la privatizzazione della Sac: ‘È una svendita, governance fallimentare’

Pd Sicilia attacca la privatizzazione della Sac: 'È una svendita, governance fallimentare'

CATANIA – Il Partito democratico siciliano torna all’attacco sul processo di privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Il segretario regionale del Pd e capogruppo dem in Commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, definisce l’operazione «un vero golpe» e chiede maggiore trasparenza sulla procedura di cessione.

La posizione prende le mosse da un documento approvato dalla Direzione della federazione provinciale del Pd di Catania, nel quale vengono affrontati tre aspetti: la privatizzazione della società aeroportuale, la responsabilità degli attori istituzionali e il ruolo della politica nella gestione degli asset economici strategici per il territorio.

«L’operazione di privatizzazione dell’aeroporto di Fontanarossa è una vera e propria svendita portata avanti da una governance assolutamente fallimentare».

La composizione societaria della Sac

La Sac è attualmente partecipata esclusivamente da enti pubblici. Il socio di maggioranza è la Camera di commercio del Sud Est Sicilia, che possiede il 60,64% del capitale.

Le altre quote appartengono a:

  • Città Metropolitana di Catania: 12,13%;
  • Irsap: 12,13%;
  • Libero Consorzio comunale di Siracusa: 12,13%;
  • Comune di Catania: 2,02%;
  • Comune di Comiso: 0,96%.

La Camera di commercio, pur rappresentando il sistema delle imprese, è giuridicamente un ente pubblico e non un soggetto privato. Il riferimento di Barbagallo a una Sac già «controllata dai privati» assume quindi un significato politico, legato al ruolo esercitato dalle associazioni imprenditoriali all’interno dell’ente camerale, e non descrive la natura giuridica dell’attuale azionariato.

Le critiche al commissariamento della Camera di commercio

Barbagallo contesta anche il prolungato commissariamento della Camera di commercio del Sud Est Sicilia, ritenendo inopportuno che un ente privo dei propri organi ordinari porti avanti una decisione strategica come la cessione della maggioranza della società aeroportuale.

«L’ente camerale è commissariato da oltre tre anni dalla Regione e porta avanti un percorso per noi illegittimo, nel silenzio delle associazioni imprenditoriali».

Secondo il segretario regionale del Pd, la vendita della maggioranza di Sac pone un problema di tenuta democratica e di responsabilità nella gestione di un’infrastruttura decisiva per lo sviluppo della Sicilia orientale.

Il confronto tra Catania e Bologna

Nel documento, il Pd mette a confronto i risultati economici di Sac con quelli della società che gestisce l’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna.

Il bilancio Sac relativo al 2025 si è chiuso con un valore della produzione di 112,2 milioni di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. L’utile netto è stato di circa 8 milioni, in calo rispetto ai 12,8 milioni del 2024.

Aeroporto di Bologna ha invece registrato nel 2025 ricavi consolidati per 181,4 milioni di euro, in aumento del 9,2%, e un utile consolidato di 24,8 milioni.

Il Pd evidenzia come lo scalo emiliano abbia prodotto risultati economici superiori nonostante un traffico passeggeri inferiore rispetto a quello gestito dal sistema aeroportuale Catania-Comiso.

Il confronto, tuttavia, mette in relazione grandezze contabili non perfettamente sovrapponibili: per Sac viene richiamato il valore della produzione, mentre per Bologna si considerano i ricavi consolidati dell’intero gruppo. I dati vengono comunque utilizzati dal Pd per sostenere la necessità di analizzare l’efficienza gestionale e la capacità di produrre valore.

Il nodo del personale e delle esternalizzazioni

Il documento democratico richiama anche il numero dei lavoratori impiegati. Secondo i dati citati dal partito, Sac e la controllata Sac Service conterebbero complessivamente 841 dipendenti, contro i 671 del gruppo Aeroporto di Bologna.

Il Pd chiede inoltre chiarezza sul ricorso alle esternalizzazioni e sulle condizioni dei lavoratori delle aziende alle quali vengono affidati alcuni servizi aeroportuali.

«Non possiamo permettere che ci siano figli di un Dio minore tra chi lavora in aeroporto. Non possiamo nemmeno consentire che Fontanarossa generi lavoro apparente».

Per il partito è necessario garantire le stesse tutele e condizioni dignitose a tutti gli addetti, indipendentemente dalla società per la quale lavorano.

“Senza un piano industriale è una svendita”

Il Pd non limita la propria critica alla scelta tra gestione pubblica e privata, ma pone l’accento sulle condizioni alle quali dovrebbe essere eventualmente ceduta la maggioranza della società.

Secondo il documento, ogni soggetto interessato all’acquisizione dovrebbe presentare:

  • un piano industriale vincolante;
  • un programma di investimenti verificabile;
  • indicatori precisi per misurare le prestazioni;
  • impegni sulla crescita del traffico passeggeri e cargo;
  • obiettivi di integrazione con ferrovia, porto e interporto;
  • strumenti di confronto stabile con le organizzazioni sindacali;
  • un sistema di rendicontazione periodica agli enti pubblici e alla collettività.

In assenza di queste garanzie, per il Pd la privatizzazione rischierebbe di trasformarsi nella cessione sottocosto di un patrimonio strategico.

Barbagallo: “No ai fondi speculativi”

Barbagallo chiede che Sac venga valutata tenendo conto non soltanto dei dati di bilancio, ma anche del valore della concessione aeroportuale, delle prospettive di crescita e della funzione economica e sociale degli scali di Catania e Comiso.

«Il punto dirimente per il futuro di Fontanarossa è che Sac venga valutata per il suo reale valore economico e strategico, evitando qualsiasi operazione di svendita del patrimonio aeroportuale siciliano».

Il segretario regionale del Pd chiede inoltre che il bando escluda espressamente i fondi con finalità esclusivamente speculative, privilegiando operatori industriali capaci di garantire investimenti e sviluppo nel lungo periodo.

Tra le condizioni considerate indispensabili figurano la piena tutela dei lavoratori già impiegati, il rafforzamento del traffico passeggeri e merci e la valorizzazione dell’aeroporto come motore di crescita economica, occupazionale e sociale.

Una partita decisiva per Catania e Comiso

La procedura di privatizzazione è stata approvata dall’assemblea dei soci di Sac nel marzo 2025 e punta alla cessione di una quota di maggioranza a un investitore privato.

Il confronto politico è destinato a proseguire sulla valutazione della società, sulle garanzie occupazionali e sulla capacità del futuro socio di sostenere gli investimenti necessari per lo sviluppo degli aeroporti di Catania e Comiso.

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