CATANIA – Il Tribunale del Riesame di Catania ha accolto l’appello presentato dalla Procura etnea e annullato il provvedimento con il quale erano stati revocati gli arresti domiciliari al deputato regionale sospeso Giuseppe Castiglione, coinvolto nell’inchiesta antimafia “Mercurio”.
La decisione non è ancora esecutiva. I difensori dell’esponente autonomista, gli avvocati Salvatore Pace e Carmelo Peluso, hanno annunciato il ricorso in Cassazione.
La revoca disposta il 22 aprile
Castiglione era stato posto agli arresti domiciliari il 24 febbraio 2025, nell’ambito dell’operazione condotta dai Carabinieri del Ros e coordinata dalla Procura distrettuale di Catania.
Il 22 aprile 2026 il giudice aveva accolto l’istanza presentata dalla difesa, revocando la misura per il venir meno delle esigenze cautelari. La Procura aveva espresso parere contrario e successivamente impugnato il provvedimento.
Il Tribunale del Riesame ha ora accolto l’appello dell’accusa, disponendo il ripristino della custodia domiciliare.
Il provvedimento non è ancora esecutivo
Castiglione non tornerà immediatamente agli arresti domiciliari. L’ordinanza potrà essere sottoposta al vaglio della Corte di Cassazione e diventerà esecutiva soltanto dopo la conclusione dell’iter previsto.
La difesa ha già annunciato che impugnerà la decisione, chiedendone l’annullamento ai giudici di legittimità.
L’accusa di voto di scambio politico-mafioso
Castiglione è accusato di voto di scambio politico-mafioso ed è stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale di Catania. Il processo dovrà verificare le contestazioni formulate dalla Procura.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il politico avrebbe stretto un accordo elettorale con esponenti riconducibili al clan Santapaola-Ercolano per ottenere sostegno in occasione delle elezioni regionali siciliane del 2022.
Nella medesima ricostruzione investigativa è coinvolto Matteo Marchese, ex consigliere comunale di Misterbianco, al quale viene contestato un presunto accordo relativo alle elezioni amministrative del 2021.
L’operazione “Mercurio”
L’inchiesta “Mercurio” è stata condotta dai Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e coordinata dalla procuratrice aggiunta Agata Santonocito e dalla sostituta procuratrice Raffaella Vinciguerra.
Gli investigatori avrebbero ricostruito presunti rapporti tra ambienti politici e soggetti indicati come vicini alla criminalità organizzata catanese. Castiglione e Marchese sono già stati rinviati a giudizio insieme ad altri imputati.
Il rinvio a giudizio e la decisione cautelare del Riesame non costituiscono un accertamento di responsabilità. Per Giuseppe Castiglione e per gli altri imputati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
