Cinquant’anni di cultura, sport e tanto amore: la semina di don Orione a Paternò con la “Casa del Fanciullo”

Con la festa di Cristo Re finisce l’anno liturgico, ma non è ancora finito l’anno giubilare degli Orionini che a Paternò conducono il loro apostolato da 50 anni. Ricorda a tutti il direttore don Vito Mandarano, che per tutto dicembre si può ancora lucrare l’indulgenza, concessa da Papa Francesco ai partecipanti del Giubileo. Ecco perché l’incontro straordinario di “amici” ed “ex alunni” per il prossimo 10 dicembre.  Arrivati tacitamente nel settembre del 1967, i primi orionini, don Gaetano Ceccarelli e don Guido Sareli, hanno gettato le basi per una lunga e fedele presenza al servizio del Santuario dedicato alla Madonna della Consolazione e per l’educazione di molti ragazzi, ospiti della “Casa del Fanciullo”. Per volontà del commendatore Michelangelo Virgillito, i preti, meglio conosciuti come i “Figli della Piccola Opera della Divina Provvidenza”, furono chiamati a sostituire i padri domenicani. Infatti è durato poco l’idillio tra Virgillito e i domenicani, appena otto anni. Nel 1966 i padri domenicani hanno lasciato Paternò, abbandonando all’improvviso il Santuario e la Casa del Fanciullo. Arrivati gli orionini, incominciarono tutto daccapo, cercando i ragazzi per le strade e le piazze di Paternò sull’esempio del Padre Fondatore.
L’Istituto della “Casa del Fanciullo” porta anche il nome di “Papà Domenico” poiché Virgillito lo volle dedicare a suo padre. Nei primi anni fu casa per orfani, successivamente trasformata in seminario, da cui sono sbocciate numerose vocazioni. Tra gli anni 70 e 80, è diventata la cittadella dei ragazzi: fu istituito un oratorio, un doposcuola gratuito per ragazzi e la polisportiva don Orione. Negli anni ‘90, per quasi un decennio, l’istituto fu dato in uso a don Gelmini, che ne fece casa di ospitalità per ex tossicodipendenti. Da un ventennio, rientrata in piena disponibilità dei padri orionini, la struttura è diventata una fiorente scuola professionale con corsi regionali. Il Santuario è meta di pellegrini, luogo ideale per il raccoglimento e le confessioni (sono disponibili sacerdoti a tutte le ore), punto di riferimento nel territorio e nei cuori di tanti estimatori e pellegrini. Quando a fine anno del 2016 si è voluto istituire un anno orionino per la comunità della Consolazione era subito inteso che sarebbe stato un anno di grazia del Signore per i religiosi che hanno operato nel Santuario e nel convitto per orfani e seminaristi di scuola media e per la popolazione di Paternò.
In questi 50 anni tutti i sacerdoti, chierici e religiosi hanno seminato il bene nel cuore dei ragazzi e di tutti i fedeli: hanno seminato Gesù Cristo con la predicazione della Parola di Dio e i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia. Tutti i sacerdoti orionini passati da Paternò hanno aiutato tanti giovani a crescere nella formazione uman, culturale e religiosa.
“Come in tutti questi 50 anni già trascorsi, – dice don Mandarano – quest’anno, con grande gioia abbiamo voluto fortemente un Anno Giubilare Orionino, arricchito dal dono fatto dal Santo Padre Papa Francesco dell’indulgenza plenaria concessa fino al 31 dicembre 2017. Un giubileo per celebrare il 50° anniversario della presenza dei sacerdoti della Congregazione di san Luigi Orione a Paternò, un modo per fare memoria con gratitudine del passato, e certamente per vivere con passione il presente e guardare con fiducia al futuro”.

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