PROTAGONISTI / Quasar, il prestigiatore che voleva far piovere soldi su Paternò

“Et Voilà” la Paternò del futuro. Volete scommettere che il mago Quasar, che vede nel futuro, ci dice come sarà? Certo, ma prima bisogna fare un tuffo nel passato, quantomeno verificare quello che Quasar pronosticava nel 1986, quando iniziava a fare i primi spettacoli in pubblico. Appena ventenne, aveva una visione stupenda di Paternò; voleva cambiarla in un’oasi di verde, pulita, rigogliosa e ricca. Uno dei suoi progetti magici, era quello di far calare dal cielo banconote di grosso taglio, tanti tanti soldi. Beh,  questo non è stato possibile verificarlo perché Paternò oggi, appare fortemente arretrata, economicamente povera. Quasar, ad inizio anno, in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cenacolo” ha regalato ai paternesi, uno spettacolo di magie. Chissà se quest’anno, caleranno soldi dal cielo per tutti? Forse sarà la volta buona, vedremo. Lo scorso 6 gennaio, al Piccolo Teatro di Paternò, strapieno di pubblico, Quasar ha ripercorso le tappe della sua carriera da illusionista, iniziata nel 1975. Una carrellata di giochi magici con colombe e foulard. Poi i grossi numeri, quelli che tengono col fiato sospeso gli spettatori.
“Quasar”, ovvero Carmelo Lo Cicero nato e cresciuto nel vecchio quartiere di San Gaetano a Paternò, vivace oltre che spilungone sin da quando era un ragazzino, racconta: “Papà, per evitare che io prendessi strade sbagliate mi fece frequentare l’Istituto dei Salesiani a Catania. Un prete assistente, per farci stare buoni, ci intratteneva con elementari giochi di prestigio. Per i ragazzi era un oppio, come tutti i bambini volevo scoprire il trucco. Per farmi stare buono, mi svelò qualche soluzione”. Quasar tornato tra i compagni del quartiere, per frequentare la scuola media, si esibiva davanti agli amici. Giochi che riuscivano bene. “Papà vedendo che ci sapevo fare, mi comprò la scatola del mago “Silvan”, giochi rudimentali che mi riuscivano bene”. Lo accoglie la Scuola Media “Don Milani”, frequenta la sezione staccata alla Consolazione. La prima scatola magica la costruisce con il suo precettore Salvatore Galatà, nel dopo scuola. Vittima di scherzi l’insegnante Graziella Ligresti. Per imparare a suonare la chitarra prende lezioni di musica dal il maestro Giuseppe Grasso. La sua vera vocazione, però, sboccia a fine anno scolastico, quando l’assistente don Luigi Caione organizza un Festival tra i ragazzi della scuola. Vi partecipano anche Angelo Cavallaro, Salvatore Gemmellaro e Carmelo Lo Cicero: un terzetto consacrato oggi allo spettacolo. Quasar, alto com’era, riesce con difficoltà a salire sul piccolo palcoscenico, ma già allora era un personaggio, riusciva a stupire insegnati e studenti. Nota il suo talento Totuccio Bottino. Insieme al “Pulci Bazar” gira piazze e teatri della provincia, soprattutto durante le feste di Carnevale. Per Quasar la consacrazione arriva con la partecipazione al famoso spettacolo “La Corrida” di Canale 5 presentata da Corrado.
Giovanissimo si confronta con altri colleghi, organizza al Cine teatro Metropol di Paternò il I° Gran Galà della Magia nel 1986. Per citare alcuni nomi: “Nelson” al secolo Nino Bonelli, “Max” Massimo Licandro, Michele Floresta, Salvo Di Maio, Raptus e Quasar. Un grande successo, motivo dell’intervista a firma di Stefano Arcobelli sul “Corriere” di Ezio Costanzo (pubblichiamo le foto del lancio). La consacrazione a Paternò arriva qualche anno dopo nel 1990, un bagno di folla nella spettacolare esibizione di escapologia, l’arte di evadere alla maniera di Houdini, spettacolo conclusivo della “Fiera di settembre”.
 
Ricca la carriera di Quasar, un cammino impervio che lo ha fatto diventare uno dei più bravi prestigiatori della manipolazione e illusionismo. Sfrutta con ironia la sua fisicità, per far di sé, un mago idoneo a spettacoli comici. Nuovi successi anche per il futuro; da un anno Maria Gangemi, suo nuovo manager, cura il tour. Nell’attesa di rivederlo ancora a Paternò, nella piazza salotto della città, per una delle sue sfide impossibili.

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Riguardo l'autore Alfio Cartalemi

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