Scuola e famiglia insieme, per non allevare bulli

La cronaca ci riporta notizie di ragazzi picchiati durante l’intervallo: una professoressa accoltellata da uno studente, un genitore che addirittura picchia un dirigente scolastico. Gli alunni di oggi appaiono sempre più aggressivi e violenti nei confronti degli insegnanti. Cosa sta succedendo nella scuola? Cosa sta accadendo ai ragazzi?
Il bullismo è qualsiasi forma di violenza verbale o fisica verso un’altra persona.  Con lo sviluppo dei social si parla sempre più di cyberbullismo, ovvero implicare violenza attraverso la rete, attraverso i social. Il bullo il più delle volte è un ragazzo fragile che proietta le sue paure e insicurezze sulla vittima; non è distante da quella figura di ragazzo che tante delle volte non è ascoltato dalla famiglia e non apprezzato dai coetanei.
E’ importante che la scuola fornisca corrette informazioni sul fenomeno per individuarne i meccanismi psicologi: il senso di isolamento e di insicurezza della vittima, la tendenza alla prevaricazione e la sensazione di onnipotenza del carnefice. La scuola che rappresenta la prima istituzione sociale deve incoraggiare a denunciare con fiducia e con coraggio qualsiasi forma di prevaricazione. E’ necessario che la scuola realizzi un efficace collaborazione nell’azione formativa con la famiglia e con le agenzie educative presenti nel territorio.
Chiara Castiglione, Giordano Maria Angelica, Testaì Giusy – 5^ CP

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Riguardo l'autore CORRIERE GIOVANI

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