Adrano, domenica eran trecento… : il turismo “piscia e fuggi” che non ci piace

domenica
Domenica scorsa sei pullman pieni di turisti hanno fatto la loro apparizione nella nostra piazza Umberto. All’occhio ottimista del passante questa è sembrata una buona occasione per la città: una presenza numericamente importante che sceglie Adrano per visitarne tesori, monumenti e per degustare le specialità pasticcere e gastronomiche dei nostri bar. Sicuramente per consumare un buon caffè, in pausa verso la più blasonata e attraente Bronte con la sua sagra del pistacchio.
Una velocissima verifica ha, però, messo crudamente in evidenza che il bilancio per i bar della centrale piazza è stato misero e avvilente.
Per esempio, uno dei bar cittadini presenti in piazza, indagato per curiosità nella ricerca di ottimistiche conferme di buoni affari, ha venduto alla festante massa turistica n. 2 pasticcini mignon, un paio di caffè espressi e n.1 cono gelato, senza panna.
Massa che stipata nei pullman e sottoposta alle sollecitazioni stradali ha, comunque, alimentato un generalizzato bisogno di minzione collettiva e si sa: “Chi non piscia in compagnia o è un ladro o una spia”.
Ed ecco che i nostri bar centrali sono stati letteralmente presi d’assalto da 300 portatori sani di urina che, giovani forti come i protagonisti della poesia della Spigolatrice di Sapri di risorgimentale memoria, sono venuti a segnare il territorio nella nostra Adrano.
E nulla più.

Questo è l’inequivocabile segnale, lanciato ai nostri neo amministratori cittadini: solo con la buona volontà e la buona parola non si va da nessuna parte.

La promozione del territorio e l’utilizzo turistico del territorio è faccenda assai più faticosa ed impegnativa dell’organizzazione di un buon parcheggio di fronte al Castello.
Altrimenti il nostro turismo rischia di specializzarsi nell’ospitalità al “piscia e fuggi”, con buona pace delle nostre capaci fognature. E nulla più.

Riguardo l'autore Corriere Etneo

1 Comment

  1. beh è già qualche cosa per Adrano, si potrebbero creare dei bagni pubblici dove far pagare 1 euro a “pisciata” per far risalire il pil del paese. Consiglio al sindaco d’Agate di pensarci seriamente.

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