Paternò, Assinnata jr. si è pentito davvero: conferma dalla chiusura indagini ‘Assalto’

assinnata

Protetto dalle forze dell’ordine, non più residente a Paternò ma “domiciliato presso il Servizio centrale di Protezione”. In una parola: il giovane Mimmo Assinnata ha saltato il fosso e sta collaborando con i magistrati. La notizia che il Corriere Etneo aveva anticipato il 30 settembre scorso viene ora confermata dalle carte che riguardano la chiusura delle indagini nell’inchiesta denominata ‘Assalto’.

Nell’ambito dell’operazione antimafia finì in manette il “gruppo giovane” del clan, compreso il ventottenne rampollo del boss paternese.

Alla fine di settembre, in gran segreto (ma non tanto), a Paternò la moglie e il figlioletto di Assinnata jr. sono stati prelevati dalle forze dell’ordine per essere condotti in una località protetta. Era la prova dell’inizio della collaborazione del giovane boss.

Assinnata junior aveva preso le redini del clan mafioso dopo che il padre era finito in carcere. Quando anch’egli ha subito le stesse sorti, lo scettro del comando è passato ad un altro “ramo” della famiglia: Gaetano Laudani, cognato di Mimmo Assinnata, e suo padre Erminio, suocero di Domenico.

La “famiglia” – lo ricordiamo – è direttamente collegata al clan Santapaola-Ercolano di Catania.

Assinnata jr., è al corrente di molti fatti criminali avendo gestito in prima persona, e assieme al padre, gli affari del proprio clan.

Nel 2015, nei giorni della Festa a Santa Barbara, a Paternò le due ‘varette’ degli ortofrutticoli e dei dipendenti comunali procedono con fare festoso nella zona Ardizzone: davanti all’abitazione di Salvatore Assinnata – padre di Mimmo – fanno l’inchino. La scena viene ripresa dai telefonini e finisce sui siti d’informazione e sulle televisioni italiane.

L’ostentazione del predominio criminale sulla festa della patrona e il tam tam che si scatena a livello nazionale fanno imbufalire il padre di Domenico. In un colloquio in carcere con il figlio, Salvatore Assinnata gli si rivolge in malo modo: “Finiscila cu tutti ‘sti buffunati, tutti ‘sti intervisti. Ca non capisci chi dannu facisti”. Chiaramente non gradisce il clamore scatenato da quella manifestazione di potenza finita sotto gli occhi di migliaia di persone.

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