Si fanno anche ad Adrano i ‘panetùn’ e i pandori più buoni d’Italia: il merito è del giovane fornaio Angelo Petrina (VIDEO INTERVISTA)

Vallo a spiegare a ‘quelli del Nord’ che anche ad Adrano si fanno i ‘panetùn’ e i pandori più buoni d’Italia.

Ormai da qualche anno, il panificio “Santa Rita” di Adrano si è posizionato in prima linea sul mercato locale. Con prodotti tipici e innovativi, accoglie clienti provenienti da vari paesi etnei. Ed è tutto merito dello “zio”, come si fa chiamare il giovane ventottenne Angelo Petrina, figlio del proprietario del panificio, che dopo diversi anni passati a carpire i ‘segreti’ del padre per le specialità tradizionali, ha pensato bene di affiancare l’innovazione alla tradizione. Dopo essere stato in Australia, ha deciso di ritornare, buttarsi a capofitto nel settore e di emergere. E contro le aspettative di tutti, così è stato. Da soli 3 gusti di panettone che il padre proponeva – cioccolato, cioccolato bianco e canditi – adesso Angelo vanta ben 21 gusti e spedisce in tutto il mondo, dal nord Italia all’intera Europa, fino all’Australia.
L’ultima novità è un pandoro ‘personalizzato’. “Non avrei mai pensato di sfornare pandori – spiega Angelo al Corriere Etneo – mi sembravano i dolci più insensati che potessero esistere. Invece, in un una fredda giornata di dicembre di tre anni fa, ho iniziato a fare qualche prova. Dopo svariati tentativi ho ottenuto il risultato che speravo.”

Ma un semplice pandoro con lo zucchero a velo messo sopra non era quello che voleva. Angelo ha ideato un ‘esplosivo’ e unico pandoro farcito e ricoperto con la crema al pistacchio di Bronte.
“Quando inizi con i lievitati, non ti fermi più – aggiunge il giovane – diventano una ‘droga’ e non puoi fare a meno di provare e riprovare”. Angelo, infatti, è riuscito a ottenere un impasto perfetto, frutto di un lungo lavoro e di un altrettanto lungo processo di panificazione. Per le sue specialità utilizza solo lievito madre che conferisce all’impasto un sapore particolare, il profumo della tradizione e la giusta crescita, favorendo l’alveolatura, sinonimo di corretta lievitazione naturale. Il pandoro con le sue 72 ore di lavorazione e il panettone con le sue 48, sono ormai il suo cavallo di battaglia che attrae clientela ogni anno più numerosa.

“Lavoro 20 ore al giorno, dall’alba fino all’una e mezza di notte, quando ho tempo faccio qualche ora di sonno su una brandina dietro il laboratorio del panificio, ma sono felice di ciò che faccio.
Sulla pelle, lo stacanovista e simpatico Angelo s’è tatuata una frase che è una promessa di vita: “Making bread till I’m dead”. Letteralmente: “Farò pane fin quando sarò morto”. Un impegno che ha assunto anni fa e che vuole portare a termine.

Riguardo l'autore Erika Samperi

Erika Samperi, di anni 20, è una studentessa universitaria, orgogliosamente siciliana. Impegnata attivamente nel sociale, ama l'arte in tutte le sue forme, leggere e viaggiare. Cresciuta a pane e fiabe dei fratelli Grimm, nutre un amore sviscerato per i grandi classici della letteratura italiana e per il jazz e il blues americano. Spera di poter completare gli studi e continuare a scrivere raccontando la vita che la circonda.

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