La Cappellina delle tre Vergini: c’è una perla nascosta tra i Nebrodi

La Cappellina delle tre Vergini: c’è una perla nascosta tra i Nebrodi

Una meraviglia nascosta tra i boschi dei Nebrodi, la cappellina delle tre vergini è un antico luogo di culto e preghiera.

La storia, ambientata nel medioevo, viene narrata dal prete locale.

Una giovane donna che aveva tre figlie era rimasta vedova e, non potendo permettersi molto, decise di risposarsi con un uomo ricco ma privo di buon senso.

Il patrigno desiderava le tre fanciulle, le provocava e le minacciava, dicendo loro che se non si fossero concesse a lui allora le avrebbe uccise. Così la madre, per proteggere le sue tre figliole, le nascose lontano da tutti, in una capanna nel fitto bosco deserto.

Ogni giorno si recava da loro di nascosto per portare il cibo, segnando la strada con dei castelletti, montagnette di ciottoli che fungevano da indicazione per non smarrire la via. Il caso volle, però, che il patrigno, appassionato di caccia, si trovò un giorno tra quei boschi e scovò il nascondiglio delle sue figliastre.

Egli, senza pensarci più di una volta, ne uccise due, mentre la terza morì di crepacuore.

Il sangue delle fanciulle si trasformò in acqua, l’attuale pozza d’acqua custodita dal piccolo casolare che è stato eretto successivamente in memoria delle fanciulle e che oggi è possibile ammirare.

Adesso il piccolo casolare, che dall’esterno sembrerebbe una comune casetta di campagna se non fosse per il crocifisso in ferro eretto sul tetto, conserva due stanzette, una avente l’altarino con la piccola pozza d’acqua che è sempre fresca e limpida anche se ferma, e l’altra colma di oggetti lasciati dai fedeli devoti.

“Si ti firi di Diu e si vari a cappellina cu fedi – racconta un’anziana signora devota alla cappellina – allura si viri l’acqua chi bugghi, sennò resta ferma e nu si movi”. (Se ci si fida di Dio e si va alla Cappellina con fede allora si vedrà l’acqua bollire, altrimenti resterà ferma).

Domenica è stata grande festa nei boschi dei Nebrodi, poiché al sorgere del sole di ogni prima domenica di agosto, numerosi sono i fedeli provenienti dai vari paesi dei Nebrodi che si recano a piedi scalzi (come segno di adorazione) alla cappellina, seguendo un tortuoso sentiero tra i boschi.

Peccato sia molto difficile raggiungerla, sia per il sentiero percorribile solo a piedi, in mountain bike o a cavallo, sia per la mancanza di segnaletica e di guide.

Riguardo l'autore Erika Samperi

Erika Samperi, di anni 20, è una studentessa universitaria, orgogliosamente siciliana. Impegnata attivamente nel sociale, ama l'arte in tutte le sue forme, leggere e viaggiare. Cresciuta a pane e fiabe dei fratelli Grimm, nutre un amore sviscerato per i grandi classici della letteratura italiana e per il jazz e il blues americano. Spera di poter completare gli studi e continuare a scrivere raccontando la vita che la circonda.

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