Covid, Speranza dispone ispezione in Sicilia dopo audio superburocrate sui posti letto in terapia intensiva

Covid, Speranza dispone ispezione in Sicilia dopo audio superburocrate sui posti letto in terapia intensiva

L’effetto collaterale del Covid sulla politica è l’impazzimento, generato dall’audio di un burocrate che strizza i sottoposti e scatena uno tsunami di comunicati stampa, appelli alla magistratura, richieste di intervento ai Nas.

Così il fine settimana della politica siciliana si anima sul tono di voce di Mario La Rocca, direttore generale dell’assessorato regionale alla Salute, il cui rimbrotto ai manager dell’Asp – affinché inseriscano i dati sui posti letto in terapia intensiva alla vigilia del giorno in cui si sarebbero decisi i ‘colori’ delle Regioni – è arrivato sul desk della redazione de La Sicilia, per essere poi pubblicato dal quotidiano catanese.

La voce di La Rocca, con quel suo ‘caricate i posti, non sento c…i’, comincia a viaggiare nel web e sulle chat di whatsapp con la velocità di rap, trainando sospetti sui dati dei posti letto e quasi certezze, nei sociali, che siano falsi.

Certezze, per la verità, non confortate dal contenuto dell’audio, ma che si inseriscono in una polemica sui dati che non è di oggi e che arrivano solo qualche giorno prima della discussione sulla mozione di censura presentata dalle opposizioni contro l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, attesa per il prossimo mercoledì all’Ars.

Il primo a sparare ad alzo zero è Claudio Fava, che parla di “menzogne” e invoca l’arrivo degli ispettori del ministero in Sicilia.

Gli fanno ecco i Cinque Stelle, che sollecitano le “verifiche della magistratura” mentre a Carmelo Miceli, responsabile Sicurezza del Pd, non importa il contenuto dell’audio ma che sia autentico o meno (cosa che neanche Razza mette in dubbio, ndr). Se lo è, dice, il presidente della Regione, Nello Musumeci, “non può più fare il commissario Covid”.

Gli ispettori, è lo stesso Razza a chiamarli scrivendo al ministro della salute, Roberto Speranza; e pure i Nas, per accertare, si legge nella missiva, “l’esatto numero di posti letto in terapia intensiva attualmente attivi nelle strutture della Regione siciliana e la loro rispondenza agli impegni assunti da ciascuna Azienda in sede di programmazione”. la Rocca, sottolinea Razza, “ha fatto solo il suo dovere” usando “maniere forti” con i manager dell’Asp, avevano assunto “impegni rispetto al 15 novembre, perché su quei dati sarebbe stata fatta la valutazione del rischio. Stiamo crocifiggendo il direttore generale di un assessorato che ha detto ai direttori delle Asp che gli impegni vanno mantenuti”. Quanto ai dati, l’assessore regionale ha assicurato che “se anche si tiene a parametro ciò che doveva essere raggiunto il 15 novembre, oggi siamo oltre quei dati.

E saremo in anticipo anche rispetto al 30 novembre”. I dati sono “veri” e “allineati con quelli della piattaforma Siaarti (Società di anestesia e rianimazione, ndr)”.

Le spiegazioni di Razza non bastano a Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali, che vuole “accertamenti immediati su La Rocca”. E’ a quel punto che interviene Musumeci: “Mandate cento ispettori, ma basta speculazioni. Siamo persone perbene”.

L’opposizione prepara battaglia, in vista della seduta all’Ars:

lunedi’ Pd Cinque Stelle e Fava del gruppo Misto terranno una conferenza stampa congiunta.

I dati, quelli che continuano a preoccupare, arrivano nel pomeriggio: altri 43 morti e 1.838 i nuovi contagi su 9386 tamponi. Le persone in terapia intensiva sono in tutto 242.

BARBAGALLO (PD): “SPERANZA HA FATTO BENE”

“Bene fa il ministro Speranza – afferma il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo – ad inviare gli ispettori nell’Isola per far conoscere ai siciliani la verita’ sui numeri ballerini riguardo ai posti di terapia intensiva, i ritardi nel tracciamento e nell’approntare le misure necessarie a tutela dell’emergenza sanitaria. Il pool di ispettori, con competenze specifiche, si insediera’ gia’ la prossima settimana. Come Partito democratico siciliano condividiamo la necessita’ di fare chiarezza, proprio come richiesto anche dal ministro Boccia.

“È fin troppo chiaro che il governatore Musumeci e l’assessore Razza non sono piu’ credibili e – aggiunge Barbagallo – con la loro sicumera non fanno altro che svilire l’istituzione Regione, in un momento cosi’ complesso, determinato dalla pandemia, in cui al contrario c’e’ bisogno di trasparenza e alto senso del dovere.

Come Partito democratico ci auguriamo che in un sussulto di dignita’ politica l’assessore Razza ci risparmi ulteriori brutte figure e rassegni le dimissioni – conclude il segretario dei dem siciliani – prima della discussione della mozione di sfiducia, in programma mercoledi’ all’Assemblea regionale siciliana”.

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1 Comment

  1. Fava non perde l’occasione di stare mutu….e magari di parlare di cose di altre cose ..di contro sarebbe opportuno che tutta la politica siciliana uscisse dal Servizio Sanitario

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