Paternò, apre ‘Minnù’ il panino col tuppo in chiave sicula: prodotto da una ‘ghost kitchen’

Paternò, apre ‘Minnù’ il panino col tuppo in chiave sicula: prodotto da una ‘ghost kitchen’

In questi giorni sta destando interesse l’accattivante campagna social di Minnù, una ‘ghost kitchen’ ideata da due giovani imprenditori paternesi che ha aperto i battenti a Paternò ieri sera e che promette di rivoluzionare il concetto di panino declinandolo in chiave sicula.

Abbiamo intervistato gli ideatori per saperne di più e per scoprire in anteprima alcune chicche del menù.

Di cosa vi occupate nella vita? Lavorate già nel mondo del food?

Si, entrambi abbiamo già esperienza seppure in settori diversi. Io, Salvatore, sono un ‘digital strategist’. Il mio lavoro consiste nel creare e sviluppare nuovi brand, oltre che nel supportare imprenditori affinché possano migliorare le performance di vendita di brand già esistenti. Negli ultimi due anni ho verticalizzato la mia attività sul settore food, ma lavoro tutt’ora su altri ambiti, tra cui il sanitario e tutto ciò che concerne la vendita online.

Federico, il mio socio, è un panificatore e cuoco, in Minnù gestisce la realizzazione degli impasti e tutte le preparazioni che saranno inserite all’interno del menù.

Da dove viene il nome Minnù?

Minnù è un richiamo alla tradizione, alle “minnuzze” di Sant’Agata, un grande classico della pasticceria catanese, e alle celeberrime brioche col tuppo. Cercavamo una forma che rievocasse la tradizione culinaria della nostra terra e che fosse al tempo stesso versatile e facilmente reinterpretatile.

Paternò, apre ‘Minnù’ il panino col tuppo in chiave sicula: prodotto da una ‘ghost kitchen’E’ un panino, quindi?

Si, è un panino, un classico bun. Prodotto integralmente nella nostra cucina senza latte, uova e burro. Abbiamo optato per questa formula in quanto oggi è indispensabile abbracciare le scelte alimentari di tutti. Infatti Minnù potrà essere apprezzata anche da chi è intollerante al lattosio e da chi segue un regime alimentare vegano. Presto saranno disponibili anche altre versioni con farine diverse.

La base è di carne?

Sì, e non solo. Per quanto riguarda le proposte a base di carne, volevamo discostarci dal classico hamburger. Per questo abbiamo pensato alla macina che le nostre nonne impiegano per fare le polpette fritte o al sugo. Ma, visto il leitmotiv della nostra cucina, non mancheranno anche la salsiccia fresca, le sarde a beccafico e le sovracosce di pollo fritto croccante.

Perché avete deciso di aprire una ghost kitchen e non un tradizionale locale con posti a sedere?

La pandemia ha cambiato le abitudini dei consumatori, aumentando la richiesta di prodotti da asporto e a domicilio. Il nostro è un prodotto integralmente pensato, fin dall’origine, per essere gustato a casa. I nostri clienti riceveranno a casa un prodotto che conserverà tutte le caratteristiche organolettiche che aveva al momento in cui è stato sfornato dalla cucina. Un risultato frutto di mesi di ricerca per trovare il packaging e le ricette perfette per il consumo a domicilio.

Perché avete deciso di investire a Paternò?

Il mercato gastronomico a Paternò negli ultimi dieci anni è stato rivoluzionato dall’ingresso di prodotti e idee imprenditoriali che un tempo avremmo ritenuto impensabili. Crediamo che la città sia aperta a nuove sperimentazioni e che per questo saprà apprezzare le nostre Minnù.

Consegnerete solo a Paternò?

Per adesso si. Ma stiamo già lavorando per ampliare il raggio delle consegne.

Ci rivelate in anteprima due Minnù dal vostro menù?

Certo. Nel nostro menù troverete la “Dr. Becca e Mr. Fico” a base di sarde a beccafico, misticanza, stracciatella, pomodorini confit, olive nere, filetti di mandorle croccanti e salsa al finocchietto selvatico; e la “Pignata di nonna” con polpette al sugo macina Minnù, melanzane fritte, ricotta tenera infornata, foglioline di basilico fresco e scaglie di ricotta salata.

Paternò, apre ‘Minnù’ il panino col tuppo in chiave sicula: prodotto da una ‘ghost kitchen’

Riguardo l'autore Francesco Mascali

Studente di giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore: studia le leggi ma è allergico alle regole. Vive bilocato tra Milano e la Sicilia, ma alla Città preferisce sempre lo Strapaese. Appassionato di politica, arte e cultura popolare. Pensa rivolto verso Occidente e prega rivolto verso Oriente. È un individualista feroce: crede alla Libertà come valore assoluto dell'individuo che tutti gli Stati dovrebbero sempre rispettare. Ama ascoltare chi ha una storia da raccontare. Trova sempre il tempo per una passeggiata al mare, una risata con gli amici e un buon bicchiere di vino. Come il Gastone di Petrolini cerca sempre di avere una buona dose di orrore di sé stesso per restare saldamente ancorato a terra e trovare nuovi spunti per migliorarsi. Detesta le biografie (come questa).

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