Catania e Catanzaro, blitz contro i “tombaroli”: 56 arresti per traffico di reperti archeologici.

Indagine “Ghenos”: colpiti i trafficanti di reperti archeologici tra Catania e Siracusa, 45 misure cautelari

Una vasta operazione contro il traffico internazionale di reperti archeologici è in corso dalle prime ore di questa mattina. I Carabinieri del Gruppo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma, stanno eseguendo 56 ordinanze di custodia cautelare, emesse dai Tribunali di Catania e Catanzaro.

I provvedimenti riguardano altrettante persone, ritenute appartenenti a organizzazioni criminali specializzate in scavi clandestini e nella ricettazione di beni culturali trafugati, provenienti in gran parte dall’Italia meridionale.

Per l’operazione sono stati mobilitati oltre 200 militari, impegnati in arresti e perquisizioni che si stanno svolgendo in diverse regioni italiane. L’attività investigativa è il risultato di una complessa indagine coordinata dalle Procure di Catania e Catanzaro, finalizzata a smantellare una filiera criminale strutturata, capace di alimentare un lucroso mercato nero nazionale e internazionale dell’archeologia.

Secondo quanto emerso, il sistema criminale operava lungo l’intera catena del traffico illecito: dagli scavi abusivi, alla ricettazione, fino alla commercializzazione dei reperti, spesso destinati a collezionisti e circuiti esteri.

I dettagli dell’inchiesta e i risultati dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa congiunta, fissata per le ore 11, che si terrà in collegamento tra tre sedi: il Comando Carabinieri TPC di Roma, la Procura di Catania e la Procura di Catanzaro.

Si tratta di una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore della tutela del patrimonio culturale, che conferma il ruolo di Sicilia e Calabria come principali bacini di approvvigionamento per il traffico illecito di beni archeologici, al centro dell’attenzione delle autorità giudiziarie e investigative.

Riguardo l'autore Redazione

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.