‘S’ode a destra uno squillo’: Vannacci apre la caccia al 52% di astenuti e bacchetta Salvini

‘S’ode a destra uno squillo’: Vannacci apre la caccia al 52% di astenuti e bacchetta Salvini

«Se la ricorda la poesia “S’ode a destra uno squillo di tromba”? Ecco, io vorrei essere quello squillo di tromba. Uno squillo che richiami l’attenzione e dica: “Signori, abbiamo sbagliato strada”».
Così il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, in un’intervista rilasciata a La7, rilancia il proprio progetto politico e la volontà di incidere nel panorama della destra italiana.

Secondo Vannacci, l’obiettivo è «tornare sulla direzione vera della destra» per riportare alle urne il 52% di italiani che oggi si astiene dal voto. «Molti di loro – sostiene – sono di destra e non si riconoscono più in questa versione “slavata”».

«Aspettiamo anche lo squillo della sinistra»

Richiamando ancora il celebre verso della poesia, Vannacci ha aggiunto: «A sinistra risponde uno squillo: lo aspettiamo quello della sinistra», sottolineando la necessità di un confronto politico più netto e identitario tra gli schieramenti.

Il generale ha quindi ribadito la propria ambizione di rappresentare un punto di riferimento per un elettorato che si sente oggi distante dai partiti tradizionali.

Il rapporto con la Lega e Salvini

Alla domanda sulle parole del segretario della Lega Matteo Salvini, che ha escluso un dialogo con Futuro nazionale, Vannacci ha replicato ricordando precedenti cambi di scenario nella politica italiana.

«Matteo Salvini era quello che non avrebbe mai lavorato con i 5 Stelle e con Giuseppe Conte, poi ci ha fatto un governo insieme…», ha osservato. Alla domanda se quindi un dialogo sia possibile, ha risposto: «Non lo so, però io vado in quella direzione».

«Non si parla di tradimenti, ma del futuro dell’Italia»

Per Vannacci, il tema non è quello di eventuali tradimenti politici: «Qui non si parla di tradimenti, si parla del futuro dell’Italia. Stiamo lavorando per lasciare ai nostri figli un Paese migliore di quello che ci hanno lasciato i nostri genitori».

Il leader di Futuro nazionale ha concluso con una metafora: «Che sia in taxi, in bus o in barca, noi dobbiamo puntare alla meta. È su quello che tutti dovremmo essere concentrati; il resto è secondario».

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