ADRANO – L’aria pungente che scende dalle sommità dell’Etna, il ritmo delle suole che incontrano l’asfalto e il respiro collettivo che rompe il silenzio delle prime ore del mattino. Non è soltanto il racconto di un semplice allenamento sportivo, ma il cuore palpitante di una realtà che, nel cuore del territorio etneo, è stata in grado di trasformare la corsa in uno strumento di coesione sociale: l’associazione Sport Etna Outdoor di Adrano. In un’epoca dominata dalla costante connessione digitale e da un sempre più diffuso isolamento individuale, realtà come la SEO rappresentano un vento che soffia in direzione contraria, un presidio di salute fisica e, soprattutto, di benessere relazionale. La storia di questo sodalizio sportivo non si limita al conteggio dei chilometri percorsi o nei tempi cronometrati durante le competizioni, ma si intreccia profondamente con la vita del paese, diventando punto di riferimento per chi cerca nello sport un’occasione di riscatto, benessere e condivisione comunitaria.
L’importanza dell’associazionismo sportivo nel tessuto locale contemporaneo non può essere sottovalutata. Spesso si commette il grosso sbaglio di considerare le società podistiche come semplici aggregatori di atleti, ma la funzione della Sport Etna Outdoor va ben oltre. In un contesto territoriale che spesso soffre la carenza di spazi di aggregazione strutturati, l’associazione si fa carico di una missione educativa e sociale: promuovere uno stile di vita sano e attivo come barriera contro la sedentarietà e le patologie che da essa derivano. Il valore di questa realtà è accresciuto dalla sua capacità di accogliere profili di qualsiasi tipo — dai più giovani in cerca di disciplina e regolazione, passando per chi desidera scaricare le tensioni lavorative, fino a chi vuole solo provare quella scarica di benessere che solo l’attività fisica può regalare: un modo per livellare le differenze sociali sotto un’unica divisa. Correre insieme significa imparare a rispettare il passo dell’altro, a sostenere chi è in difficoltà e a celebrare i successi individuali come fossero traguardi di tutti. In questa dinamica lo sport diventa una forma di cittadinanza attiva che migliora la qualità della vita dell’intera comunità.
Per comprendere meglio l’anima di questa realtà, è necessario dare voce a chi la vive quotidianamente. Mario Gabriele Coco, uno dei soci più giovani dell’associazione, racconta così il suo approccio: «Faccio parte dell’associazione dal 2019, sono stato coinvolto da un mio caro amico, Ferdinando Calcagno, nonché atleta di punta della squadra il quale conosceva questa realtà. Ai tempi iniziammo a praticare Trail running e la SEO era già attiva nel panorama delle gare di Trail running siciliane, per cui da lì in poi abbiamo insieme iniziato il percorso dentro la SEO».
Il legame con l’associazione ha profondamente trasformato la percezione della corsa per i suoi membri: «Mi ha dato l’opportunità di stringere nuove amicizie perché la comunità del running è molto estesa e ti dà la possibilità di conoscere nuove persone in tutta la Sicilia ma anche in tutta Italia e in tutto il mondo grazie alla partecipazione a gare di fama internazionale sull’Etna», spiega ancora Mario. Dal confronto con la fatica viene fuori un insegnamento profondo: «Si impara a conoscere prima sé stessi e i propri limiti e poi con la gara si mette se stessi in rapporto con la competizione, questo comporta un sacco di benefici fisici e mentali. L’aspetto agonistico è importante perché è come una palestra di vita, ti abitua a una tensione che però poi culmina in una grande gioia… una metafora della vita.”
A proposito della gara più emozionante, Mario non ha dubbi: «L’Adrano 1832 Trail, proprio la gara organizzata dalla SEO per due anni consecutivi a Piano Fiera, Etna ovest. Una gara stupenda, piena di paesaggi mozzafiato e sentieri che noi della squadra conosciamo benissimo e su cui ci alleniamo settimanalmente. È stato bellissimo vedere tante persone su percorsi che conoscevamo solo noi. Inoltre, grazie anche al grande sostegno di tutti ho raggiunto un risultato straordinario arrivando settimo, mi sono emozionato tantissimo piangendo all’arrivo.”
L’analisi di Mario si allarga a una riflessione sullo stato delle infrastrutture locali, toccando un tasto dolente per l’intera comunità: lo stadio dell’Etna. Un’occasione persa per le nuove generazioni: «una risorsa immensa per il rafforzamento della cultura sportiva che al momento viene a mancare ad Adrano. È necessario che venga rimesso a nuovo per essere sfruttato soprattutto dai noi dell’associazione per poter coinvolgere i più piccoli e i più giovani con il sogno di una scuola di atletica». Un punto di partenza per radicare ancora di più la missione della SEO nel tessuto sociale del paese, trasformando un luogo abbandonato in una scuola di sport e vita.
Il racconto dell’associazione non può prescindere da chi oggi ne rappresenta il cuore pulsante. Il Corriere Etneo ha parlato con l’anima della SEO, il presidente Giuseppe Risiglione e il vicepresidente Nicola Di Primo, i quali hanno ripercorso le tappe di una storia iniziata ufficialmente il 26 luglio 2012. Fondata dall’ex presidente Michele Maccarrone insieme ad Angelo e Agatina Pignataro e Roberto Arena, la SEO muove i suoi primi passi con uno scopo ben preciso: «Fare orienteering in montagna». Erano gli anni in cui il gruppo si appoggiava a una realtà di Biancavilla: «Correvamo in pochissimi e lo facevamo solo per il piacere di tenerci in forma», ricordano i vertici dell’associazione. Da quella semplicità nacque, nell’ottobre 2013, la prima storica “Corri Adrano”: cinque giri all’interno della villa comunale che segnarono l’ingresso della SEO nel circuito provinciale e, successivamente, regionale, con un percorso certificato di 10 chilometri che ha animato il paese per cinque anni consecutivi. Un successo assoluto, persino «le mogli hanno contribuito al rinfresco finale», a testimonianza di un clima familiare che univa e regalava sorrisi.
L’attività della SEO si è distinta negli anni anche per una spiccata sensibilità sociale. Tra i ricordi più significativi figurano la “WalkOf Life” con Telethon e le iniziative pensate per coinvolgere il paese, «come le corse durante il periodo natalizio», nate proprio per «invogliare e attirare i cittadini a unirsi a noi». In questo insieme di successi si inseriscono eventi che hanno dato lustro al territorio e alle sue tradizioni come la «”scalata del santo” in onore di San Nicola, gara caldissima disputata ad agosto, ebbe un successo straordinario per chi veniva da fuori», e le due edizioni dell’«Adrano Trail”. Tuttavia, guardando al presente, la dirigenza non nasconde che il panorama del podismo sia profondamente mutato: «Alcuni aspetti sono cambiati in peggio — spiegano il Presidente e il Vicepresidente — ci sono molte più gare, la corsa è più popolare e i prezzi sono più alti… andare a fare una gara e portare la famiglia ha un peso diverso ora».
La visione per il futuro è chiara e rivolta soprattutto alle nuove generazioni: «Siamo passati da 25 a 60 soci, il nostro sogno sarebbe l’apertura di una scuola d’atletica per i bambini, le strutture sono quelle che sono ma per il momento i bambini possono anche sfruttare la villa o la tensostruttura. Sogniamo anche di riorganizzare nuove gare, è davvero difficile e dispendioso sia economicamente che logisticamente che mentalmente ma ce la faremo, grazie all’unità».
La dirigenza ci regala, infine, alcuni dei ricordi più emozionanti: «Quando abbiamo fatto la ‘corri Adrano’, tutti i siciliani che venivano da fuori sono rimasti ammaliati dalla bellezza del centro storico e dalla pulizia della città preparata per la gara e chiusa al traffico. Addirittura durante la 10 chilometri di Monreale, un gruppo di Leonforte ci ha riconosciuto come gli organizzatori della ‘corri Adrano’, ringraziandoci per la sua bellezza e grande riuscita. Un altro ricordo emozionante è sicuramente la maratona di Roma del 2017, siamo partiti in 15, un po’ sprovveduti, ma tutti abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».
Il presidente conclude sottolineando come la corsa sia anche scoperta: «Una cosa bella è conoscere grazie alla gara posti e borghi nascosti in cui altrimenti non andresti mai… come la mitica gara a Valle d’Olmo, un paese piccolissimo ma in cui la partecipazione dei cittadini che ci incitavano fu immensa…».
Con grande orgoglio, la dirigenza ha riconosciuto anche il valore di Giuseppe Pantò, 87enne detentore di record della categoria SM 85. Un monumento della SEO che ci insegna che lo sport non conosce barriere di nessun tipo. È anche grazie al suo esempio se possiamo ricordare che finché c’è passione e unità, nessun traguardo è irraggiungibile. Ed è nel connubio tra i giovani, i veterani e il sogno di coinvolgere i più piccoli e il loro entusiasmo che risiede il patrimonio della Sport Etna Outdoor e di quel sano associazionismo di cui la nostra città continua, oggi più che mai, ad aver bisogno.
