Movida violenta a Catania, branco aggredisce due minorenni con un tirapugni: sei misure cautelari
CATANIA – Hanno agito con la ferocia e la vigliaccheria tipica del branco, scegliendo come bersaglio due coetanei inermi in una delle piazze più frequentate della movida catanese. La notte del 3 gennaio 2026, nei pressi di Piazza Stesicoro, un gruppo di giovanissimi ha trasformato una banale lite in un massacro, usando un tirapugni per colpire due ragazzi di 16 e 17 anni.
La furia dell’aggressione è stata tale da mettere a rischio la vista di uno dei due. La vittima, un 17enne, ha riportato la frattura della zona orbitaria e profonde lacerazioni alla retina che hanno reso necessario un delicato intervento chirurgico e che, secondo i medici, potrebbero lasciare danni permanenti. Per l’altro ragazzo, invece, le ferite sono guaribili in dieci giorni.
Le indagini della Squadra Mobile
La macchina investigativa della Squadra Mobile, attraverso le Sezioni III e IV, si è messa subito al lavoro. Incrociando testimonianze, immagini dei sistemi di videosorveglianza e profili social, gli agenti sono riusciti a identificare gli otto componenti del branco.
Questa mattina è arrivata la svolta: la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Catania nei confronti di sei di loro, tutti italiani e incensurati.
Misure cautelari e Daspo Willy
Per quattro dei sei minori indagati – per i quali vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva – il giudice ha disposto il collocamento in comunità. Altri due, invece, sono stati sottoposti alla misura della permanenza in casa.
Ma la macchina della prevenzione non si è fermata alla sola azione penale. In parallelo, il Questore di Catania ha emesso otto provvedimenti di Daspo Willy, la misura che vieta l’accesso a locali e zone di aggregazione giovanile, a carico dei minori imputabili.
Il ruolo del minore non imputabile
Un capitolo a parte riguarda il più piccolo del gruppo, un ragazzino sotto i 14 anni, non imputabile per la legge italiana. È stato lui, secondo quanto ricostruito, a impugnare il tirapugni durante l’assalto.
Per lui, la Divisione Polizia Anticrimine ha emesso un provvedimento di ammonimento, un segnale forte per responsabilizzarlo e tentare di interrompere sul nascere un percorso di violenza.
Un’aggressione senza senso, come spesso accade in questi casi, scattata per futili motivi. Un episodio che riaccende i riflettori sulla violenza minorile e sulla necessità di presidiare non solo le piazze, ma anche il disagio giovanile che troppo spesso sfocia in episodi di ferocia inaudita.

