Ragalna, il terremoto lesiona municipio e chiesa Madre: calcinacci in strada e auto danneggiate

Ragalna, il terremoto lesiona municipio e chiesa Madre: calcinacci in strada e auto danneggiate

Terremoto sull’Etna: scossa di magnitudo 4.5 sveglia la Sicilia orientale, danni a Ragalna ma nessun ferito

CATANIA – Dopo i cicloni Harry e Ulrike e la frana di Niscemi, un’altra calamità naturale ha interessato la Sicilia. Questa volta si è trattato di un terremoto di magnitudo 4.5 che alle 7.05 del mattino ha scosso l’area etnea, facendo sobbalzare gli abitanti delle province di Catania, Messina e Siracusa, dove la scossa è stata avvertita nettamente anche nelle abitazioni al piano terra.

L’evento sismico si è verificato a meno di quattro chilometri di profondità. Proprio la scarsa profondità dell’ipocentro, unita alla durata del movimento tellurico, ha reso la scossa particolarmente intensa per la popolazione.

Danni soprattutto a Ragalna

Gli effetti più significativi si registrano a Ragalna, sul versante sud dell’Etna, dove numerosi edifici hanno riportato lesioni. Molti cittadini si sono riversati in strada per la paura.

Secondo le prime verifiche, sono decine gli edifici danneggiati, tra abitazioni private e strutture pubbliche. Tra questi anche il Municipio, che presenta alcune lesioni non strutturali. In strada sono caduti calcinacci che hanno danneggiato alcune automobili, mentre è crollato il tetto di una casa disabitata. I danni più consistenti si registrano nel rione Santa Barbara.

Il sindaco Nino Caruso ha riferito che al Comune sono arrivate circa 600 segnalazioni di danni a edifici privati.

«La nostra comunità stamattina ha avuto un risveglio importante – ha spiegato il primo cittadino – ma per fortuna fino a questo momento non abbiamo avuto segnalazioni di feriti». Il Municipio è stato dichiarato agibile dopo un sopralluogo tecnico, ma l’edificio è stato comunque interdetto al pubblico a scopo precauzionale mentre è stato attivato il Centro operativo comunale (COC).

Vigili del fuoco e Protezione civile al lavoro

A Ragalna sono intervenute tre squadre dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Catania per effettuare verifiche sugli edifici pubblici e privati. Controlli anche sulla Chiesa Madre della Madonna del Carmelo: il campanile, già messo in sicurezza con ponteggi, presenta nuove lesioni ed è considerato pericolante.

Sul posto è al lavoro anche personale della Protezione civile regionale per monitorare la situazione e supportare le verifiche tecniche.

Sciame sismico dopo la scossa principale

La scossa principale è stata seguita da uno sciame sismico con oltre venti scosse di minore intensità. Secondo il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, il terremoto sarebbe stato generato dalla faglia della Calcerana, già censita dagli esperti.

Per i vulcanologi dell’INGV di Catania l’evento è collegato alla dinamica dell’Etna ma non avrebbe alcun rapporto con l’attività eruttiva registrata nelle ore successive.

Attività vulcanica senza collegamenti con il sisma

Alle 13.12 si è verificato anche un evento esplosivo di tipo impulsivo al cratere Bocca Nuova dell’Etna, che ha generato una modesta nube di cenere alta circa 1,5 chilometri. I venti in quota hanno disperso rapidamente la cenere verso nord-est provocando una lieve ricaduta solo nelle zone sommitali del vulcano.

Secondo gli esperti, tuttavia, non esiste alcuna correlazione diretta tra l’attività vulcanica e il terremoto della mattina.

Scuole chiuse per verifiche a Catania

La scossa è stata nettamente avvertita anche nella città di Catania, ma non si registrano danni. Il sindaco Enrico Trantino ha comunque disposto la sospensione delle lezioni per consentire sopralluoghi negli edifici scolastici.

Per precauzione, in diversi comuni dell’area etnea le scuole sono rimaste chiuse per permettere i controlli tecnici sugli edifici.

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