Benzina, il governo valuta le “accise mobili”: Meloni annuncia task force contro il caro-prezzi

Benzina, il governo valuta le "accise mobili": Meloni annuncia task force contro il caro-prezzi

Meloni: «Monitoriamo energia, benzina e generi alimentari»

Il governo italiano continua a dialogare con i Paesi del Medio Oriente e a fornire assistenza ai connazionali ancora presenti nell’area.

Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio video pubblicato su YouTube.

«Stiamo lavorando per mitigare le conseguenze del conflitto in Iran per l’Italia», ha spiegato la premier, sottolineando che sono state attivate task force dedicate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina e dei generi alimentari, oltre a contrastare possibili fenomeni di speculazione.


Allo studio il meccanismo delle accise mobili

Per quanto riguarda il caro carburanti, il governo sta valutando la possibile attivazione del meccanismo delle accise mobili.

«Il meccanismo – la cui attivazione viene chiesta anche da alcuni partiti dell’opposizione – consente di utilizzare la parte di maggiore IVA derivante dall’incremento dei prezzi per ridurre le accise», ha spiegato Meloni.

La premier ha aggiunto che il ricorso a questo sistema è già allo studio del Ministero dell’Economia.


Cosa sono le accise mobili

Per capire il funzionamento delle accise mobili è utile immaginare il prezzo della benzina come una torta composta da tre ingredienti principali:

1️⃣ Il costo della materia prima, cioè il petrolio.
2️⃣ Le accise, una tassa fissa che lo Stato incassa per ogni litro di carburante.
3️⃣ L’IVA, che invece è una percentuale applicata al prezzo finale.


Il problema: quando il petrolio sale, lo Stato incassa più IVA

Quando il prezzo del petrolio aumenta, cresce anche il costo finale della benzina alla pompa.

Poiché l’IVA è una percentuale, aumenta automaticamente anche la quota di IVA incassata dallo Stato.

In altre parole, quando la benzina diventa più cara, lo Stato finisce per incassare più tasse.


La soluzione: ridurre le accise

Il meccanismo delle accise mobili serve proprio a compensare questo effetto.

Se l’aumento del petrolio fa salire l’IVA incassata dallo Stato, il governo può ridurre le accise, cioè la tassa fissa sui carburanti, della stessa cifra.

In questo modo lo Stato rinuncia al guadagno extra derivante dall’IVA.


L’effetto finale: benzina meno cara

Il risultato è che quella somma non resta nelle casse pubbliche ma viene trasferita direttamente ai consumatori, abbassando il prezzo alla pompa.

In sostanza è come se lo Stato dicesse:

«Se il petrolio diventa più caro, riduco la mia quota di tasse fisse per evitare che il prezzo della benzina salga troppo».

Riguardo l'autore Redazione

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.