La morte a Palermo
PALERMO – È morto all’età di 94 anni Bruno Contrada, ex dirigente della Squadra Mobile di Palermo ed ex numero tre del Sisde, il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica, il servizio segreto civile italiano attivo dal 1977 al 2007.
Il decesso è avvenuto ieri sera poco prima della mezzanotte, come riferito da fonti della famiglia. I funerali si terranno sabato a Palermo.
Una figura centrale negli anni della guerra di mafia
Contrada è stato per decenni una figura centrale e allo stesso tempo controversa nella storia della lotta alla mafia e nei delicati rapporti tra apparati dello Stato e criminalità organizzata.
Dopo aver lavorato nella Squadra Mobile di Palermo, di cui divenne dirigente, guidò anche la sezione siciliana della Criminalpol.
Negli anni Ottanta entrò nel Sisde, il servizio segreto civile italiano, arrivando a ricoprire il ruolo di numero tre dell’organismo in uno dei periodi più violenti della guerra di mafia in Sicilia.
La lunga vicenda giudiziaria
Il nome di Bruno Contrada è rimasto legato soprattutto a una lunga e complessa vicenda giudiziaria, che per anni ha diviso l’opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti.
Nel 2007 fu condannato in via definitiva a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e scontò otto anni di pena.
La vicenda ebbe però una svolta con la decisione della Corte europea dei diritti umani, che stabilì come, all’epoca dei fatti contestati, il reato di concorso esterno non fosse definito in modo sufficientemente “chiaro e prevedibile”.
Sulla base di questa pronuncia, nel 2017 la Corte di Cassazione dichiarò ineseguibile la condanna, aprendo la strada anche a un risarcimento per l’ex funzionario di polizia.
Le parole dopo la decisione della Corte europea
Negli anni successivi alla decisione dei giudici europei, Contrada tornò più volte sulla vicenda giudiziaria che aveva segnato la sua vita.
In diverse interviste ricordò il peso umano e personale degli anni trascorsi in carcere, sottolineando le conseguenze che quella vicenda ebbe sulla sua carriera e sulla sua famiglia.
