Un banale diverbio stradale si è trasformato in un incubo per una famiglia di Adrano. Protagonista della vicenda, accaduta lo scorso fine settimana, un uomo di 37 anni che è stato denunciato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose.
Tutto ha avuto inizio quando l’auto della vittima, a bordo della quale viaggiavano il conducente, la moglie, la figlia e i suoceri, ha incrociato un SUV che procedeva a velocità sostenuta in direzione opposta. Per evitare la collisione, il conducente dell’auto ha invitato l’altro automobilista a moderare l’andatura.
Una richiesta che ha scatenato una reazione spropositata e violenta.
Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo alla guida del SUV avrebbe immediatamente innestato la retromarcia per avvicinarsi all’auto della famiglia, urtandola e danneggiandone la fiancata. Non pago, sarebbe sceso dal mezzo inveendo contro il guidatore.
Spaventato per l’incolumità dei propri familiari, l’automobilista ha tentato di allontanarsi, ma il 37enne si è lanciato in un vero e proprio inseguimento per le vie del centro, tallonando l’auto per diversi chilometri a velocità sostenuta.
La fuga è proseguita fino alla periferia del paese, dove l’aggressore avrebbe speronato una seconda volta il veicolo della famiglia, tentando manovre pericolose per costringerlo a fermarsi.
Solo dopo diversi chilometri di tensione, la vittima è riuscita a seminare il suo inseguitore e a raggiungere il Commissariato di Polizia per denunciare quanto accaduto.
Le indagini sono partite immediatamente. Grazie all’analisi incrociata delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, gli agenti sono riusciti in breve tempo a identificare il proprietario del SUV.
Raggiunto presso la propria abitazione, il 37enne ha tentato di giustificarsi sostenendo di aver reagito a una manovra pericolosa dell’altro automobilista, a causa della quale la figlia minorenne, che viaggiava con lui, avrebbe battuto la testa.
Durante il sopralluogo, tuttavia, i poliziotti hanno notato un dettaglio significativo: le cinture di sicurezza posteriori del SUV risultavano agganciate negli alloggiamenti, un espediente spesso utilizzato per disattivare il segnale acustico e viaggiare senza indossarle.
Una negligenza che, se evitata, avrebbe probabilmente protetto la bambina dall’urto, indipendentemente dalla dinamica del sinistro.
Alla luce dei fatti e dei danni riscontrati sui veicoli coinvolti, l’uomo è stato deferito all’autorità giudiziaria.

