Eiaculazione precoce, arriva l’app che aiuta a migliorare il controllo: risultati promettenti dallo studio europeo
Quando la tecnologia incontra l’intimità. È il caso di una nuova app per smartphone – non ancora disponibile in Italia – progettata per aiutare gli uomini a rallentare durante il rapporto sessuale e migliorare la soddisfazione di coppia.
L’obiettivo è affrontare, in modo discreto e con strategie basate su evidenze scientifiche, le cause psicologiche dell’eiaculazione precoce. I dati arrivano dallo studio Climacs, presentato al Congresso annuale dell’Associazione Europea di Urologia (Eau26) a Londra, primo a testare un approccio digitale domiciliare per il trattamento di questa condizione.
L’app, denominata Melonga, propone un percorso guidato di allenamento che include tecniche terapeutiche sviluppate da urologi e psicologi. Tra queste: esercizi di controllo dell’eccitazione, tecniche di mindfulness, terapia cognitivo-comportamentale e attività fisiche mirate.
«Circolano molte informazioni, spesso errate, sull’eiaculazione precoce – spiega Giorgio Russo, professore associato di Urologia all’Università di Catania –. Questa app nasce per raccogliere i consigli più efficaci in un’unica risorsa accessibile, affidabile e basata su evidenze scientifiche».
Lo studio ha coinvolto 80 uomini senza patologie preesistenti, impegnati in un programma di 12 settimane. I risultati sono significativi: il tempo medio tra penetrazione ed eiaculazione è raddoppiato, passando da 61 a 125 secondi, con un incremento medio di 64 secondi. Nel gruppo di controllo, invece, l’aumento è stato di appena 0,5 secondi.
Non solo: gli utenti dell’app hanno registrato un miglioramento del controllo durante il rapporto, una riduzione delle preoccupazioni e un aumento della qualità della vita sessuale, con maggiore fiducia in sé stessi e soddisfazione. Il 22% dei partecipanti ha dichiarato di non soffrire più di eiaculazione precoce al termine del programma.
L’eiaculazione precoce è una condizione diffusa che interessa fino al 30% degli uomini, ma resta ancora un tema difficile da affrontare: solo il 9% si rivolge a un medico. Le cause sono complesse e includono fattori psicologici come ansia, stress, depressione e difficoltà relazionali.
«Molti uomini evitano di chiedere aiuto per vergogna – sottolinea Christer Groeben, dell’Università di Marburgo –. Il nostro studio dimostra che uno strumento digitale utilizzabile a casa può migliorare il controllo e contribuire a una vita sessuale più soddisfacente, senza compromettere la spontaneità».

