A Catania, Palermo, Messina acqua razionata: Istat, nel 2024 interessato oltre un milione di residenti al Sud

A Catania, Palermo, Messina acqua razionata: Istat, nel 2024 interessato oltre un milione di residenti al Sud

ROMA – Nel 2024 l’emergenza idrica ha colpito duramente l’Italia, con misure di razionamento dell’acqua potabile che hanno interessato oltre un milione di residenti nei capoluoghi di provincia e nelle città metropolitane. Si tratta del 5,8% della popolazione complessiva dei capoluoghi, con una concentrazione quasi totale nel Mezzogiorno e, in particolare, in Sicilia. A rilevarlo è l’Istat.

Nell’Isola, i cittadini coinvolti sono stati 726.230, quasi la metà della popolazione regionale. Un dato che conferma la Sicilia come una delle aree più colpite dalla crisi idrica.

Situazione molto più contenuta nel Centro Italia, dove le misure di razionamento hanno interessato soltanto il capoluogo di Fermo, con 4.110 residenti coinvolti, pari all’11,5% della popolazione comunale.

Rispetto al 2023, si registra un netto peggioramento: la quota di popolazione coinvolta è aumentata di 1,5 punti percentuali, passando da circa 760mila a oltre un milione di persone. Cresce anche il numero dei capoluoghi interessati, saliti da 14 a 17, segnando il secondo valore più alto dal 2010.

Alla base dell’emergenza, secondo l’Istat, vi sono diversi fattori: la marcata obsolescenza delle infrastrutture acquedottistiche, il prolungarsi del deficit di precipitazioni – soprattutto nel Sud e nelle Isole, con un calo del 18% rispetto alla media climatica 1991-2020 – e le temperature record registrate a livello nazionale.

Queste condizioni hanno determinato una significativa riduzione della disponibilità idrica negli invasi. In Sicilia, ad esempio, il livello complessivo delle riserve è diminuito del 30%.

Nel 2024, le misure di razionamento sono state adottate in tutti i capoluoghi siciliani, ad eccezione di Siracusa. Situazione analoga in Calabria, dove le restrizioni hanno riguardato tutti i capoluoghi tranne Crotone. Coinvolti anche i centri di Fermo, Pescara, Chieti, Campobasso e Potenza.

Tra i territori interessati figurano anche importanti città metropolitane come Reggio Calabria, Messina, Palermo e Catania.

Un dato particolarmente preoccupante riguarda la durata delle misure emergenziali: nel 2024 è quasi raddoppiato il numero complessivo dei giorni soggetti a razionamento, segnale evidente di una crisi sempre più strutturale e non più episodica.

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