GIARRE – «Ringrazio Dio, mio figlio è stato miracolato». Ha la voce ancora rotta dalla commozione la madre del 16enne brutalmente pestato mercoledì pomeriggio in pieno centro a Giarre, nel Catanese, da un uomo che era in compagnia della fidanzata.
«Ho vissuto momenti di terrore, pensavo di perderlo. Non lo auguro a nessuno», racconta la donna, ripercorrendo i terribili istanti dell’aggressione avvenuta nella Villa Garibaldi, a pochi passi dal Duomo.
Il ragazzo si trovava seduto da solo su una panchina. «Sarebbe dovuto andare a giocare a calcio – spiega la madre – quando è stato avvicinato da quest’uomo che, accusandolo di aver guardato in maniera insistente la sua fidanzata, ha iniziato a colpirlo».
Una violenza improvvisa e brutale. Calci e pugni al volto hanno fatto cadere il 16enne a terra. «Quando ha tentato di rialzarsi, è stato colpito ancora. Ha continuato a dargli calci anche quando era inerme. Tutto davanti alla donna che è rimasta impassibile, senza intervenire».
Dopo il pestaggio, i due si sarebbero allontanati. Il ragazzo, ferito, è riuscito a trascinarsi fino a una fontana vicina e a chiedere aiuto. «Mi ha chiamato – racconta la madre – e quando sono arrivata era pallido, tremava, con sangue che usciva dall’orecchio e i vestiti strappati».
Immediato il trasferimento all’ospedale San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro di Giarre, dove i medici gli hanno riscontrato un trauma cranico, ematomi al volto, contusioni al torace e alla gamba sinistra, oltre a lesioni all’orecchio e alla mandibola.
«Ho trovato medici e infermieri fantastici – aggiunge – lo hanno trattato come un figlio». Nel pomeriggio di oggi le dimissioni e la denuncia presentata ai carabinieri.
Un episodio che lascia sgomenti anche per un altro aspetto: «È caduto a terra due volte, ha cercato di difendersi e nessuno si è fermato ad aiutarlo. Nessuno».
Subito dopo l’aggressione, il ragazzo ha chiesto alla madre di recarsi al cimitero: «Voleva ringraziare il padre che non c’è più. “Mi ha protetto lui”, mi ha detto».
La donna ha lanciato un appello sui social affinché eventuali testimoni si facciano avanti: «Qualsiasi dettaglio può essere utile per rintracciare l’aggressore».
Le indagini sono in corso da parte dei Carabinieri. Un aiuto potrebbe arrivare dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. «Ci sono diverse attività, un cinema, un caf, una casa di riposo. Spero che siano stati ripresi e che vengano identificati presto».
Ora resta la richiesta di giustizia: «Confido nelle forze dell’ordine. Non deve restare impunito. Lo dico da madre e da cittadina. Nessuno dovrebbe vivere una violenza simile».

