Cento anni. Quando parliamo di istituzioni ad Adrano, in pochi pensano alla Biblioteca Comunale “Comm. Rosario Russo”. Eppure lei è lì, dal 1926. Ha cambiato più volte veste, traslocando dall’ex monastero di Santa Lucia a Palazzo Bianchi, fino alla sede attuale di Via San Pietro 92. Custodisce circa 25.000 volumi che profumano di storia e cultura. Un secolo di vita che quest’anno non è solo una celebrazione ma un cantiere di idee in continua evoluzione.
Il sipario si è alzato il 4 marzo con l’inaugurazione ufficiale del programma “Cent’anni di moltitudine” (storie e voci in un secolo di letture). Poi è stata la volta della storia locale, il 6 marzo con “La Contea di Adernò” a cura del professore Salvatore Santangelo e del primo, appuntamento del gruppo di lettura per ragazzi dagli 11 ai 15 anni, “Il rifugio dei giovani lettori”. Tre tappe che hanno già lasciato un messaggio forte e preciso.
Ma chi muove i fili di questa macchina? Dietro ogni evento ci sono loro, i sei ragazzi del Servizio Civile: Agnese Sidoti, Antonio Di Primo, Clelia Toscano, Delia Lamantia, Gaetano Leanza e Giada Abate. Un gruppo che non lavora nel vuoto, ma che trova una guida costante nelle due operatrici bibliotecarie che lo sostiene in ogni passo: le sorelle Francesca e Annamaria Palermo. Una collaborazione che ha deciso di rimettere al centro la cultura in ogni sua forma. Due di loro, Gaetano e Agnese, ci hanno raccontato come si vive questo centenario dall’interno.
Agnese ha vissuto altri luoghi, altre biblioteche, altri mondi culturali, prima di ritornare nella sua terra d’origine. “Ho vissuto degli anni fuori quindi non ho frequentato questa biblioteca ma altre, sono una redattrice ed essendo questo l’ambito lavorativo che mi interessa ho deciso di fare domanda qui”.
Gaetano invece è nato e cresciuto proprio in mezzo a questi libri. “Io fin da bambino ho frequentato la biblioteca, la mia passione per la lettura è nata da questi scaffali e poi l’ho scelta anche perché in linea con il mio percorso universitario umanistico… era il perfetto connubio!”
La celebrazione di questi cento anni è un organismo vivo che si rivolge a tutti. Gaetano spiega questa scommessa: “Organizzare eventi che potessero interessare tutto il bacino di utenza della biblioteca, dai più grandi con ‘La contea di Adernò’, per esempio, che è stato un percorso storico e preciso, fino agli eventi sull’editoria per l’infanzia, ma anche passando dagli eventi indirizzati ai ragazzi delle scuole come quello sul ‘Gattopardo’ del mese prossimo”. Un tentativo che abbraccia scelte coraggiose come quella poetica: “abbiamo provato anche con la poesia, abbiamo contattato un professore per organizzare un laboratorio”. Non è una semplice lezione accademica, ma qualcosa di viscerale: “Più che il classico studio della poesia, il focus è sul concetto di ‘diventare noi poeti’, condurre un viaggio introspettivo che finisce con la stesura dei versi”. Un percorso che trasforma il lettore in autore.
Il principio cardine di questo movimento è un mantra che i ragazzi ripetono all’unisono: “Semplicemente rendere la biblioteca viva”. La prova tangibile che si può “non solo avere un deposito di libri ma fare vedere che questi libri sono vivi”. La ricerca di un segnale di vita in una comunità di lettori che spesso resta nascosta. La biblioteca deve essere “un luogo di incontro per tutti noi che leggiamo perché in fondo non siamo così pochi in questo paese”.
Una delle sfide più affascinanti è quella del gruppo di lettura per adolescenti, una fascia delicata dove il silenzio non è assenza di lettura, ma mancanza di confronto. “Leggono, – spiega Gaetano – il problema è che condividono poco tra loro perché un po’ si è persa questa sana abitudine. Avere un luogo in cui ci si ritrova a parlare di libri è difficile e non è stato semplice mettere insieme questi ragazzi, però abbiamo provato e continueremo a farlo”. “Sì, dare loro la possibilità di scambiare idee – conferma Agnese – abbiamo proposto un’attività che possa rendere la lettura più dinamica e viva possibile, lo scopo è sempre quello di dare vita alla lettura”.
E se con i bambini il percorso è quasi naturale, la vera scommessa resta il mondo degli adolescenti. Agnese lo mette bene in chiaro: “l’obiettivo è scardinare l’idea del dovere scolastico. Vogliamo proporre qualcosa a prescindere dal rapporto con le scuole, in modo che non venga percepito come un compito… uno spazio pomeridiano al di fuori della scuola, destinato ad accogliere tutti i ragazzi che semplicemente amano leggere… una passione da coltivare individualmente per poi essere condivisa”.
Perché proprio la poesia tra tutte le forme letterarie? Per Agnese “qualsiasi forma di espressione è arte, che sia narrativa, che sia poesia, che sia disegno, è giusto che venga valorizzata. Anche perché lo scopo è sempre quello di rivolgersi a più persone possibili, a chi ama la poesia, ai ragazzi che amano leggere…” Gaetano la percepisce proprio come un’espressione dell’anima: “la poesia con l’intento del nostro laboratorio diventa un po’ la messa in pratica di quello che fai leggendo, mentre leggi un libro interiorizzi facendo tue delle cose e con la poesia le butti fuori perché scrivi di getto quello che hai dentro”.
Se chiediamo quale è stata la loro vittoria più bella al momento, il pensiero giunge al gruppo di lettura di martedì 17 marzo. “C’erano solo sette ragazzini – ricorda Gaetano – ma quel giorno eravamo contentissimi perché ognuno di loro a suo modo aveva voglia di parlare… già così abbiamo vinto”. In questi piccoli numeri si nascondono i grandi ponti e tutto il potere della lettura. Agnese ne è convinta: “sì, anche perché è un’età difficile da intercettare, mi ha emozionato che una ragazzina di dieci anni abbia condiviso le sue letture con ragazze di quindici, completamente diverse… così hanno costruito un ponte, un legame grazie alla lettura”.
Il cammino è appena iniziato e i confini continuano a spostarsi sempre più lontano: “il programma si sta ampliando pian piano, sull’evento del Gattopardo si prospetta una grande partecipazione… questo spazio potrebbe non bastare a contenerci tutti ma per noi è fondamentale che tutti gli eventi vengano fatti qui… la biblioteca deve essere viva e protagonista!”. È importante che accada tra queste mura che hanno smesso di essere solo un archivio per tornare a essere casa, incontro, scambio.
Abbiamo ascoltato anche la testimonianza di Luca Cipriano, dottorando al dipartimento di scienze della formazione dell’università di Catania e uno dei protagonisti di questi appuntamenti, che insieme alla docente del Disfor Valentina Baeli il 19 marzo ha tenuto l’incontro interattivo “Albi illustrati: letture, generi e temi tra parole e illustrazioni”. Luca ci ha raccontato così a proposito dell’incontro che terrà a maggio: “l’evento del 5 maggio si costruisce sulla base di due direttive: lettura condivisa e una parte laboratoriale, i protagonisti saranno semi e verde, il mondo erboreo. Tutto ciò deve creare un collegamento tra il sapere teorico e la sensibilità pratica… non posso anticipare altro…” ha concluso scherzando.
Il cammino è ormai tracciato e non ha intenzione di fermarsi. Il calendario si snoda tra i prossimi incontri de “Il rifugio dei giovani lettori”, l’atteso appuntamento del 16 aprile con la professoressa Maria Antonietta Ferraloro sul “Gattopardo”, i laboratori di “Poesia arte dell’anima” che partiranno il 23 aprile e l’approfondimento su Salvatore Petronio Russo previsto per il 28 aprile a cura dell’architetto Nello Caruso. Un percorso che culminerà il 5 maggio proprio con l’evento “Un cappotto verde tessuto di storie” dedicato ai più piccoli.
Il centenario non è un programma chiuso e già completamente definito ma un organismo che continua a nutrirsi di nuove disponibilità. Il progetto è talmente ampio e dinamico da lasciare spazio a professionisti e giovani talenti che vogliano dare il proprio contributo.
La Biblioteca di Adrano è diventata una calamita. Sono passati cento anni ma la sensazione è che il meglio debba ancora scriversi. E accadrà qui. Perché la biblioteca vive.
