L’attacco alle toghe (“plotoni di esecuzione”) e il caso Almasri: la carriera di Bartolozzi si spezza sul voto

L’attacco alle toghe (“plotoni di esecuzione”) e il caso Almasri: la carriera di Bartolozzi si spezza sul voto

ROMA – A segnare il destino della capo di gabinetto di Via Arenula, Giusi Bartolozzi, è stato l’esito del referendum sulla giustizia, per il quale lei stessa si era esposta fino all’ultima apparizione televisiva.

Proprio durante un intervento in tv, Bartolozzi aveva accusato la magistratura di comportarsi come «plotoni di esecuzione», invitando a votare sì «per toglierla di mezzo». Parole che hanno alimentato polemiche e tensioni istituzionali.

⚖️ Una figura potente e divisiva

Classe 1969, magistrata ed ex deputata di Forza Italia, Bartolozzi era soprannominata la “zarina” di Via Arenula per il potere e l’influenza esercitati all’interno del ministero della Giustizia.

Secondo chi ha lavorato al suo fianco, si è trattato di una figura forte ma anche divisiva, soprattutto dopo il coinvolgimento, nel 2025, nell’inchiesta sul caso Almasri.

📌 Il caso Almasri e l’inchiesta ancora aperta

L’indagine riguarda la gestione della liberazione di un generale libico, ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di tortura contro migranti, arrestato in Italia e poi riportato in Libia.

La vicenda aveva portato alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, poi respinta dal Parlamento.

Resta invece ancora aperta l’indagine a carico di Bartolozzi: secondo l’accusa, avrebbe fornito false informazioni ai pm davanti al Tribunale dei ministri, sostenendo che il ministro della Giustizia non fosse a conoscenza dell’iter che aveva portato alla liberazione del generale.

🔥 Le polemiche e il mancato passo indietro

Il ministro Carlo Nordio aveva inizialmente difeso la dirigente, parlando di «massima lealtà», anche durante la bufera seguita alle dichiarazioni contro la magistratura.

Successivamente, però, aveva chiesto pubblicamente delle scuse. Scuse che non sono mai arrivate.

Dopo giorni di polemiche, il Guardasigilli aveva dichiarato che «il caso è chiuso». Ma, nei fatti, la vicenda non si è mai realmente conclusa.

📉 Il referendum e la fine di un percorso

La sconfitta del Sì al referendum sulla giustizia ha rappresentato il punto di svolta definitivo. Una battuta d’arresto politica e simbolica per chi si era esposta in prima linea nella campagna referendaria, spesso con toni sopra le righe.

Un esito che ha segnato la fine dell’esperienza di Giusi Bartolozzi a Via Arenula, chiudendo una stagione caratterizzata da potere, polemiche e forti contrasti istituzionali.

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