Primarie nel campo progressista: Schlein e Conte si dicono pronti, Ruffini ci sta, Salis dice no

Primarie nel campo progressista: Schlein e Conte si dicono pronti, Ruffini ci sta, Salis dice no

ROMA – Il campo progressista si prepara alla prossima sfida politica dopo la vittoria al referendum che ha bocciato la riforma della giustizia firmata dal ministro Carlo Nordio. Al centro del dibattito c’è ora il nodo delle primarie per la scelta del leader.

Tra disponibilità e distinguo, il quadro resta in evoluzione: Elly Schlein e Giuseppe Conte ci sono, mentre arriva il forfait della sindaca di Genova Silvia Salis. Si dice invece pronto a correre, a determinate condizioni, anche Ernesto Maria Ruffini.

⚖️ Conte: “Prima il programma, poi il leader”

È stato il leader del Movimento 5 Stelle a imprimere un’accelerazione al confronto, sull’onda della «partecipazione straordinaria» al referendum.

Conte, però, invita alla cautela: «Partiamo prima dal programma. Se partissimo dalle candidature sarebbe un fatto di personalismi». E aggiunge: «La politica del fronte progressista non può rispondere al personalismo di Meloni con quello di Schlein, Conte e altri».

L’idea è quella di costruire un progetto condiviso dal basso e solo successivamente individuare «l’interprete migliore». Sulle primarie, frena: «Oggi sarebbe una follia». Ma non chiude alla candidatura personale: «Sono disponibile, ma devo confrontarmi con il Movimento».

🗳️ Schlein: “Pronta a correre, serve unità”

Linea diversa ma complementare quella della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ribadisce la propria disponibilità: «Se si deciderà di utilizzare le primarie, sono assolutamente pronta a correre».

Per Schlein il fronte progressista «non parte da zero» e può già contare su un lavoro comune in Parlamento e sui territori. Il messaggio principale resta uno: unità. «I nostri militanti ci chiedono questo. Sono certa che troveremo un accordo su contenuti, modalità e tempi».

Salis si sfila: “Primarie strumento sbagliato”

Arriva invece un netto stop dalla sindaca di Genova Silvia Salis, che esclude la propria partecipazione: «Sono lusingata, ma non parteciperò».

Non solo: Salis boccia anche lo strumento delle primarie. «Obbligherebbero a mettere in contrapposizione forze della stessa alleanza, dando un messaggio di divisione». Secondo la sindaca, serve piuttosto una sintesi interna per individuare un leader condiviso.

🟢 Ruffini e civici: sì alle primarie, ma con regole

A favore delle primarie si schiera Ernesto Maria Ruffini, promotore dei comitati “Più uno”, ma a precise condizioni: «Devono essere davvero aperte e con regole condivise».

Prima, però, serve un programma chiaro: politica estera, economia, sanità, scuola, sicurezza ed energia. «Altrimenti – avverte – le primarie rischiano di diventare un talent show».

Anche il progetto civico guidato da Alessandro Onorato annuncia la partecipazione con un proprio candidato, scelto tra gli amministratori locali.

📌 Fratoianni: “Non è la priorità”

A sparigliare il dibattito è Nicola Fratoianni, che invita a spostare l’attenzione sui contenuti: «Non credo che gli elettori vogliano sapere come scegliamo il leader».

Il leader di Sinistra Italiana rilancia temi concreti: salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro, sanità pubblica e fisco più equo. «Abbiamo già un programma, facciamolo vivere nel Paese».

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