ROMA – Sono oltre 10mila gli “invisibili” che vivono nelle 14 città metropolitane italiane. Un numero che supera la popolazione di centri noti come Tropea o San Gimignano e che restituisce la dimensione concreta di una delle emergenze sociali più diffuse ma meno visibili del Paese.
È quanto emerge dalla prima fase dell’indagine condotta da Istat, realizzata nella notte del 26 gennaio scorso, in pieno inverno, coinvolgendo 14 grandi città: Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania e Cagliari.
La fotografia: strada e accoglienza
Il report conta 10.037 persone senza dimora. Di queste:
- il 44,6% vive in strada, tra giacigli di fortuna o ripari improvvisati;
- il 55,4% è ospite di strutture di accoglienza notturna.
Tra chi vive all’aperto, quasi la metà (48,7%) si trova in spazi pubblici senza alcun riparo. Il 35% dorme su giacigli di fortuna, mentre il 36,5% trova rifugio in luoghi urbani parzialmente protetti, come portici o sottopassi ferroviari.
Le città più colpite
La quota più alta di senza dimora si concentra nella Capitale:
- a Roma sono stati censiti 2.621 individui, di cui 1.299 in strada.
Seguono:
- Milano con oltre 1.600 persone (16,4% del totale);
- Torino con 1.036;
- Napoli con 1.029.
All’estremo opposto, Reggio Calabria registra il dato più basso: 31 persone, di cui 14 in strada.
Chi sono gli “invisibili”
L’indagine evidenzia un profilo ben preciso:
- prevalenza di uomini;
- donne pari al 21,4% nelle strutture e circa il 12% tra chi vive in strada;
- forte presenza di stranieri: 70,5% tra chi vive all’aperto e oltre due terzi nelle strutture.
Dal punto di vista anagrafico, la fascia più rappresentata è quella tra i 31 e i 60 anni, ma non mancano giovani tra i 18 e i 30 anni.
Il problema dei posti letto
Uno dei dati più critici riguarda la disponibilità di posti nelle strutture:
- 6.678 posti letto disponibili contro oltre 10mila persone censite.
La capienza media è di 30,8 posti per città, con un tasso di occupazione dell’83,3%. Un gap che evidenzia la difficoltà del sistema di accoglienza a rispondere pienamente alla domanda.
Un’indagine per orientare le politiche
A spiegare il senso dell’operazione è stata Cristina Freguja, direttrice del dipartimento per le Statistiche sociali e demografiche dell’Istat: l’obiettivo è costruire un sistema stabile di monitoraggio della grave marginalità adulta e dei servizi dedicati.
Fondamentale il contributo di oltre 6mila volontari, scesi in strada durante la notte per censire le persone senza dimora. L’iniziativa, promossa dall’Istat e realizzata con la Federazione italiana Organismi per le persone senza dimora, punta a fornire strumenti concreti per politiche pubbliche più efficaci e mirate.

