GELA – Un episodio di violenza che riaccende i riflettori su un fenomeno sempre più preoccupante. Un 22enne disoccupato è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo aver accoltellato un coetaneo al culmine di una lite.
A lanciare l’allarme è il procuratore di Gela Salvatore Vella, intervenuto durante una conferenza stampa per fare il punto sull’indagine.
L’aggressione davanti al bar
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe colpito un 20enne con due coltellate al torace davanti a un bar di viale Indipendenza, al termine di una lite per futili motivi.
La vittima è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Azienda Ospedaliera Cannizzaro, dove si trova ricoverata in condizioni gravissime.
Le indagini e l’arresto
Determinanti sono state le testimonianze dei presenti:
«Poco dopo avevamo già individuato il presunto autore del gesto», ha spiegato il procuratore.
Il 22enne, subito dopo l’aggressione, si sarebbe recato a casa della nonna per lavare i vestiti. Gli indumenti, ancora sporchi di sangue, sono stati rinvenuti e sequestrati all’interno della lavatrice.
Il fermo è avvenuto nei pressi dell’abitazione della donna.
L’allarme: “Coltelli ovunque tra i giovani”
Nel corso della conferenza, Vella ha lanciato un duro monito sulla diffusione delle armi tra i ragazzi:
«Continuiamo a registrare gravi episodi di violenza. In questo caso l’indagato aveva un coltello a scatto».
Numeri che fanno riflettere:
«Durante i controlli sequestriamo due o tre coltelli a notte, con punte che arrivano anche a otto o nove armi improprie».
“Basta un attimo per trasformare una lite in tragedia”
Il procuratore ha sottolineato il rischio concreto:
«È un fattore di rischio enorme, perché in un attimo si può arrivare a una tragedia».
Un fenomeno culturale preoccupante:
«Sembra che, quando avviene una lite, l’unico modo per affermarsi sia far sgorgare sangue».
L’appello ai giovani e alle famiglie
Infine, l’invito diretto:
«Se avete amici che vanno in giro armati, anche solo con un coltello, ditegli che è una stupidaggine. Da una semplice lite si può arrivare a un omicidio o a una vita distrutta in carcere».

