faccianuvola, l’artista che unisce hyperpop e cantautorato: tra elettronica e suggestioni alla Battiato
È un cantante, autore e produttore classe 2002, capace di muoversi tra autotune e synth onirici, costruendo un immaginario sonoro personale e riconoscibile. Si chiama Alessandro Feruda, ma il pubblico lo conosce come faccianuvola, evoluzione italiana del primo pseudonimo “afaceinacloud”, con cui nell’aprile del 2022 iniziò a pubblicare le sue prime tracce su Soundcloud, ancora in forma anonima.
La sua traiettoria artistica non è lineare. Dallo studio del pianoforte in età infantile, al percorso universitario in Fisica, fino all’immersione nella musica elettronica durante il lockdown. Il trasferimento a Milano segna un passaggio decisivo: l’iscrizione alla Facoltà di Fisica presso l’Università Bicocca rappresenta una pausa dalla musica, ma anche il momento di consapevolezza della propria direzione artistica.
Nel 2022 intraprende anche lo studio di Tecniche Audio e Produzione alla NAM di Milano. Nello stesso anno pubblica il suo primo EP, “Campi & tesori rimasti nascosti”, scritto e prodotto in montagna e distribuito il 6 ottobre. È in questa fase che nasce definitivamente il progetto faccianuvola.
Il suono: tra hyperpop, elettronica e cantautorato
Con “Le stelle* Il sole; L’arcobaleno))”, l’artista sviluppa un linguaggio sonoro complesso, dove l’hyperpop si espande verso territori progressivi. La produzione, interamente sintetica, attraversa electropop, suggestioni EBM, momenti happy hardcore ed elementi eurodance, alternati a atmosfere cosmiche e richiami retrò.
L’autotune è una cifra stilistica costante, ma non sovrasta mai la voce, che rimane diretta e autentica. I testi, apparentemente semplici e adolescenziali, giocano con i cliché trasformandoli in strumenti espressivi.
Con il secondo album, “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù” (Columbia Records/Sony Music Italy, 2025), la scrittura evolve ulteriormente. Le parole assumono un forte potere evocativo, creando un legame emotivo con l’ascoltatore fatto di nostalgia, memoria e identità. Un lavoro che, secondo alcune letture critiche, rappresenta un punto di incontro tra tradizione cantautorale italiana e nuove tecnologie sonore.
Il confronto con Franco Battiato
È proprio su questo equilibrio tra sperimentazione e accessibilità che alcuni osservatori hanno iniziato ad accostare il nome di faccianuvola a quello di :contentReference[oaicite:0]{index=0}. Un paragone impegnativo, ma non privo di fondamento.
La webzine “Cromosomi” ha descritto una sua produzione come malinconica “alla Battiato”, mentre il podcast culturale “Felici Pochi” ha approfondito il suo percorso tra musica, poesia e paesaggi montani, evocando anche riferimenti a :contentReference[oaicite:1]{index=1}.
Le coordinate sono evidenti: formazione classica, studio della fisica come esercizio di pensiero astratto, capacità di coniugare ricerca sonora e forma pop, e una scrittura che cela profondità sotto una superficie immediata. Un percorso che richiama, almeno nelle intenzioni, quello del giovane Battiato nella Milano degli esordi.
Live e prospettive future
Dal vivo, faccianuvola propone performance intense e coinvolgenti, dove componente tecnica ed energia si fondono. Il “Disperata Gioventù Club Tour” ha registrato numerosi sold out in tutta Italia, con una doppia data al Monk di Roma esaurita in pochi giorni.
Guardando al futuro, l’artista sembra orientato verso un’evoluzione ulteriore: la volontà di formare una band, ridurre l’uso dell’autotune e proseguire in un percorso di continua trasformazione. «Mi preme non rifare ciò che ho già fatto», ha dichiarato.
Una tensione creativa che lascia intravedere un percorso ancora in costruzione, ma già capace di collocarsi tra le proposte più interessanti della nuova scena musicale italiana.

