ROMA – Una tragedia che scuote il mondo universitario e accende i riflettori sul peso delle aspettative e della pressione sociale. Una giovane di 23 anni, Miriam Indelicato, originaria della Sicilia e studentessa della Luiss, è morta a Roma precipitando dalle scale dopo aver annunciato una laurea che, secondo le prime informazioni, non avrebbe mai conseguito.
La ragazza aveva comunicato ai genitori che si sarebbe laureata proprio nella giornata di ieri. I familiari erano arrivati nella Capitale per assistere alla cerimonia. Tuttavia, dagli accertamenti sarebbe emerso che la giovane non risultava più iscritta all’università dal 2024.
Sull’accaduto indagano le autorità: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di un gesto volontario, con la 23enne che si sarebbe lanciata dalla tromba delle scale.
Il peso delle aspettative e la spirale delle menzogne
Secondo quanto spiegato all’Adnkronos Salute da Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, situazioni di questo tipo possono nascere da un primo episodio non affrontato.
«Tutto potrebbe iniziare da un esame non sostenuto, mai confessato a genitori e amici – spiega l’esperta –. Da lì si sviluppa una spirale di omissioni e falsità che porta a costruire un castello di bugie sempre più difficile da sostenere».
Un meccanismo che può trasformarsi in un vicolo cieco, fino a diventare insostenibile dal punto di vista emotivo.
Un fenomeno limitato ma da non sottovalutare
«Fortunatamente si tratta di episodi circoscritti – sottolinea Giannini – ma che destano preoccupazione perché si inseriscono in un contesto sociale caratterizzato da forte pressione verso la performance, il risultato e il successo».
Da qui l’appello degli esperti: affrontare subito le difficoltà, parlare con i propri familiari e non temere il fallimento.
«Non si dovrebbe mai iniziare a costruire un castello di bugie – conclude la psicologa –. È fondamentale accettare i propri limiti e, se necessario, chiedere aiuto».
Una vicenda drammatica che invita a riflettere sul valore del dialogo e sul peso che aspettative e timori possono esercitare soprattutto sui più giovani.

