Processo “Ianus”, annullate 35 condanne per incompatibilità del gup: rischio caos per il maxi processo alla mafia di Gela
CALTANISSETTA – Un vizio di incompatibilità del giudice ha fatto saltare l’intero processo celebrato con rito abbreviato nell’ambito dell’operazione antimafia “Ianus”, la maxi inchiesta della polizia contro Cosa nostra gelese coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta.
La Corte d’Appello nissena ha infatti annullato 35 condanne emesse in primo grado dopo avere accolto le eccezioni sollevate dai difensori riguardo alla posizione del gup che aveva celebrato il procedimento.
Secondo quanto emerso, la magistrata che aveva presieduto l’udienza preliminare ed emesso la sentenza di primo grado aveva già fatto parte del tribunale del Riesame di Caltanissetta subito dopo il blitz della polizia, esprimendosi dunque in una fase precedente del procedimento.
Proprio questa circostanza è stata ritenuta incompatibile dalla Corte d’Appello, che ha disposto l’annullamento della sentenza trasmettendo gli atti nuovamente al gip.
L’inchiesta contro i clan Emmanuello e Rinzivillo
L’operazione “Ianus” aveva colpito duramente le famiglie mafiose Emmanuello e Rinzivillo, accusate di avere gestito e suddiviso il traffico di sostanze stupefacenti nel territorio gelese.
Secondo gli investigatori, i gruppi criminali si rifornivano di droga sia a Catania, attraverso contatti con esponenti vicini al clan Santapaola, sia in Calabria.
L’inchiesta della polizia, coordinata dalla Procura antimafia di Caltanissetta, aveva portato a decine di arresti e alla celebrazione di due distinti filoni processuali: quello con rito abbreviato davanti al gup e quello con rito ordinario davanti al tribunale di Gela.
Il rischio di ripartire da zero
Adesso il rischio concreto è che anche il procedimento celebrato con rito ordinario possa essere travolto dalle conseguenze dell’incompatibilità rilevata in Appello.
Nel processo ordinario risultano coinvolti 43 imputati, mentre otto persone erano già state assolte.
Se dovesse essere riconosciuto lo stesso vizio processuale anche per questo filone, il procedimento potrebbe essere completamente annullato con la necessità di ripartire da zero.
Una situazione che potrebbe avere effetti pesanti anche sulle misure cautelari e sulle posizioni degli imputati, con diversi soggetti che potrebbero tornare in libertà.
La vicenda dell’incompatibilità
La questione era stata sollevata dagli avvocati difensori già durante il processo di primo grado. La magistrata aveva quindi presentato istanza al presidente del tribunale di Caltanissetta chiedendo una valutazione sulla propria posizione, ma la richiesta era stata rigettata e il procedimento era proseguito regolarmente fino alla sentenza emessa lo scorso luglio.
In Appello però il quadro è completamente cambiato. I giudici hanno accolto le eccezioni difensive annullando integralmente il giudizio abbreviato.
Il procedimento “Ianus” rappresentava una delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi anni nel territorio gelese, ricostruendo assetti, alleanze e traffici di droga riconducibili ai clan storici della criminalità organizzata locale.
