Sicilia, il futuro negato: 24mila bambini e adolescenti intrappolati nelle aree più povere di Palermo, Catania e Messina

Sicilia, il futuro negato: 24mila bambini e adolescenti intrappolati nelle aree più povere di Palermo, Catania e Messina

A Palermo, Catania e Messina sono oltre 24mila i minori che vivono nelle aree più fragili.

Più del 60% delle famiglie, a Palermo e a Catania, e quasi il 50% a Messina che abitano queste aree vive in povertà relativa. Più di un giovane tra i 15 e i 29 anni su due a Palermo e a Catania non studia e non lavora. A Messina il rapporto è 1 a 3. Ãê quanto emerge dalla ricerca «I luoghi che contano» pubblicata oggi da Save the Children, l’organizzazione che lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Alla vigilia di IMPOSSIBILE 2026, la biennale dell’infanzia che si terrà il 21 maggio a Roma, Save the Children chiede interventi e risorse strutturali per rimuovere le disuguaglianze, a partire da una legge che istituisca spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili.

A Palermo più di 14mila minori (14.302), il 13,2% del totale dei residenti 0-17enni in città, vive in un’area di disagio socioeconomico urbano. A Catania sono 6.887 (il 13,5% del totale dei residenti 0-17enni in città) e a Messina 2.905 (l’8,8% del totale dei residenti 0-17enni in città). In queste aree – 14 individuate da Istat a Palermo, 7 a Catania e 3 a Messina – il 63,8% delle famiglie vive in povertà relativa a Palermo, il 68,1% a Catania e il 48,8% a Messina. Più di uno studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 10 (il 17,8% a Palermo, il 15,7% a Catania e il 10,9% a Messina) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale doppia rispetto all’8,8% della media dell’intero Comune a Palermo, e più elevata rispetto alla media del comune anche a Catania (8,7%), e Messina (6%). Il 23,6% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita a Palermo, il 21,8% a Catania e il 19,3% a Messina.

Ãê sul piano educativo che si registrano le maggiori disuguaglianze tra ragazze e ragazzi tra i vari quartieri della stessa città, dove si arrivano a registrare divari pari a quelli tra Nord e Sud del Paese. Secondo un’elaborazione Istat per Save the Children, nelle aree svantaggiate di Palermo, l’abbandono degli studi o la ripetizione dell’anno scolastico ha riguardato il 17,8% degli studenti contro l’8,8% della media cittadina, a Catania il 15,7% contro l’8,7%, a Messina il 10,9% contro il 6%.

Un’elaborazione dei dati del ministero dell’Istruzione e del Merito realizzata dall’organizzazione evidenzia inoltre che il 2,7% degli studenti della secondaria di primo grado che frequentano scuole all’interno o in prossimità delle aree fragili di Palermo ha ripetuto l’anno scolastico (contro la media del Comune dell’1,5%). A Catania è il 3,9% (contro l’1,1%), a Messina il 6,2% (contro l’1,3%).
Il rischio di dispersione implicita in terza media è al 23,6% a Palermo, al 21,8% a Catania e al 19,3% a Messina. Tutti numeri superiori alle medie cittadine. Per quanto riguarda l’accesso alle mense scolastiche, a Palermo ne beneficia solo il 10,4% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato quasi doppio rispetto al 5,7% della media cittadina, a Catania il 21,7% contro il 13,5% della media cittadina, a Messina il 19,4%, più basso in questo caso della media cittadina del 20,8%.
A Palermo, il 55,5% dei giovani tra i 15 e i 29 anni residente nelle zone fragili non studia e non lavora (la media del Comune è 32,2%). A Catania il numero sale al 57% (contro 34,8% della media comunale) e a Messina è al 39,7% (contro il 28% comunale).

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