Randazzo, quattro “impresentabili” alle amministrative: tre candidati sindaco nel mirino dell’Antimafia
Sono quattro i candidati alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio a Randazzo indicati come “impresentabili” dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo.
Tra loro figurano tre candidati alla carica di sindaco e un aspirante consigliere comunale.
Le verifiche sono state effettuate dalla Commissione nazionale Antimafia nell’ambito del controllo sul rispetto del codice di autoregolamentazione dei partiti.
I nomi indicati dalla Commissione
Nell’elenco compaiono:
- Freddy Pillera, candidato sindaco sostenuto dalla lista “Trasparenza e legalità – Freddy Pillera sindaco Randazzo”;
- Gianluca Giuseppe Anzalone, candidato sindaco della lista “Si muove la città”;
- Concetta Carla Luisa Foti, candidata sindaco della lista “Responsabilità e futuro”;
- Emilio Emanuele La Piana, candidato al Consiglio comunale nella lista “Si muove la città”.
La Piana era già assessore del Comune di Randazzo, ente sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2024.
La posizione di Marco Falcone
Sulla vicenda è intervenuto l’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, segretario provinciale del partito a Catania, esprimendo vicinanza alla candidata sindaco Cettina Foti.
«Esprimo piena solidarietà a Cettina Foti, che ha chiarito con fermezza e trasparenza la propria posizione rispetto alle notizie giunte dalla Commissione Antimafia», ha dichiarato Falcone.
L’eurodeputato ha sottolineato come «le valutazioni basate su codici di autoregolamentazione non possono essere sovrapposte né equiparate a sentenze o accertamenti giudiziari».
Falcone ha inoltre invitato a evitare «strumentalizzazioni che rischiano di alterare il confronto democratico».
Anzalone: “Casellario giudiziale pulito”
Ha replicato anche il candidato sindaco Gianluca Anzalone, parlando di una «macchina del fango» alimentata da avversari politici.
«Tengo a chiarire con assoluta trasparenza che il mio casellario giudiziale è pulito, non ho carichi pendenti e non sono indagato per alcun reato», ha affermato.
Anzalone ha precisato che il suo inserimento nell’elenco riguarda esclusivamente il ruolo ricoperto come ex amministratore di un Comune sciolto ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.
«Questa vicenda rappresenta uno stimolo ulteriore a portare avanti un’azione amministrativa improntata alla legalità e al rigore», ha aggiunto il candidato.
Il contesto politico
La vicenda si inserisce nel delicato contesto politico di Randazzo, Comune sciolto per mafia nel 2024 e ora chiamato al rinnovo dell’amministrazione.
Le segnalazioni della Commissione Antimafia non incidono sulla candidabilità o eleggibilità dei candidati, ma rappresentano una valutazione politica basata sui criteri di autoregolamentazione adottati dai partiti.

