Acireale, il coraggio di una 12enne rompe il silenzio degli abusi: arrestati madre e compagno
È stata la voce di una bambina di appena 12 anni, raccolta in un ambiente protetto e davanti a specialisti qualificati, a far emergere una drammatica vicenda di presunti abusi e violenze domestiche.
La Procura di Catania e la Polizia di Stato hanno arrestato una donna di 30 anni e il compagno 46enne, accusati a vario titolo di corruzione di minorenne, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata.
I due si trovano adesso nel carcere di Piazza Lanza.
La segnalazione partita dalla scuola
Determinante nell’avvio dell’inchiesta è stata la segnalazione della scuola frequentata dalla dodicenne al Commissariato di Acireale.
Gli insegnanti, grazie anche alle attività di sensibilizzazione sul “codice rosso” promosse negli istituti scolastici della provincia etnea, avrebbero colto segnali di disagio e comportamenti anomali nella bambina.
Da lì è partita la denuncia che ha attivato immediatamente la macchina investigativa.
La priorità: mettere in salvo i minori
La Procura di Catania, attraverso la sezione specializzata sui reati contro le fasce deboli coordinata dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro, ha affidato le indagini alla polizia giudiziaria.
Fin dalle prime fasi, la priorità è stata la tutela della bambina e dei suoi fratellini.
Dopo i primi accertamenti urgenti, tutti i minori sono stati allontanati dal nucleo familiare e collocati in una struttura protetta.
Le intercettazioni e l’arresto
Le indagini sono proseguite attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali che, secondo quanto riferito dalla Procura, avrebbero fatto emergere gravi elementi indiziari a carico della coppia.
Gli elementi raccolti hanno convinto il Gip del Tribunale di Catania a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura.
La forza di raccontare
Al centro della vicenda resta il coraggio della dodicenne, che in un contesto protetto ha trovato la forza di raccontare mesi di presunte violenze e sopraffazioni.
Una testimonianza che ha permesso agli investigatori di intervenire e interrompere una situazione di grave disagio familiare.
Fondamentale, ancora una volta, il ruolo della scuola e degli adulti capaci di cogliere segnali di sofferenza spesso nascosti dietro il silenzio dei più piccoli.

