Adrano, rapinava tabaccherie con maschera di Carnevale e pistola: 40enne in carcere

Adrano, rapinava tabaccherie con maschera di Carnevale e pistola: 40enne in carcere

Adrano-Belpasso, rapine con maschere di Carnevale: arrestato un 40enne

La Polizia di Stato – con un’operazione condotta dagli agenti del Commissariato di Adrano e della Squadra Mobile di Catania – ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne originario di Adrano.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Procura etnea.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, è gravemente indiziato di una serie di furti e rapine commessi tra Adrano e Belpasso nel febbraio 2026.

La sequenza dei colpi

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il primo episodio risale al 10 febbraio scorso, quando sarebbe stata rubata un’auto ad Adrano.

Tre giorni dopo, il 13 febbraio, il quarantenne avrebbe messo a segno una rapina in una tabaccheria con annesso centro scommesse sempre ad Adrano.

In quell’occasione il presunto autore avrebbe agito armato e con il volto coperto da una maschera.

La notte del 14 febbraio, invece, nel mirino sarebbe finita un’area di servizio lungo la Strada Statale 121, in territorio di Belpasso.

Anche in questo caso il rapinatore avrebbe utilizzato una maschera di Carnevale e una pistola per minacciare i presenti.

Secondo la ricostruzione investigativa, il bottino sarebbe stato composto da 553 euro in contanti, articoli dei Monopoli di Stato e tagliandi “Gratta e Vinci” per un valore di circa 1.380 euro.

Le indagini

L’elevata concentrazione di reati commessi in pochi giorni ha portato il Commissariato di Adrano e la Compagnia Carabinieri di Paternò ad avviare un intenso scambio di informazioni investigative.

Determinante si è rivelata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, insieme al ritrovamento di alcuni indumenti ritenuti riconducibili all’indagato.

Gli elementi raccolti hanno consentito agli investigatori di identificarlo e di ricostruire il quadro accusatorio.

La decisione del Gip

La Procura di Catania ha quindi chiesto una misura cautelare nei confronti del quarantenne.

Il Gip, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva.

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