CATANIA – La Sicilia si colloca all’avanguardia della ricerca oncologica con l’installazione e il collaudo del primo acceleratore lineare per Electron Flash Therapy del Sud Italia. La nuova tecnologia è stata realizzata presso il Center for Advanced Preclinical in vivo Research (CAPiR) dell’Università di Catania, in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
Si tratta di una infrastruttura scientifica destinata a dare un importante impulso agli studi sui tumori e allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, aprendo prospettive innovative nella lotta contro il cancro.
Cos’è la Flash Therapy
La Flash Therapy rappresenta una delle più promettenti innovazioni nel campo della radioterapia. La tecnica consente di erogare fasci di elettroni ad altissimo rateo di dose, fino a mille volte superiore rispetto alla radioterapia convenzionale, concentrando il trattamento in frazioni di secondo.
Gli studi radiobiologici preclinici condotti negli ultimi anni hanno evidenziato come questa metodologia sia in grado di preservare in misura significativa i tessuti sani circostanti, mantenendo al tempo stesso un’elevata efficacia contro le cellule tumorali.
Il meccanismo biologico che determina questo effetto protettivo è ancora oggetto di studio da parte della comunità scientifica internazionale, motivo per cui la disponibilità di strutture dedicate alla ricerca rappresenta un passaggio fondamentale per accelerare le conoscenze in questo settore.
Una tecnologia tra le prime in Italia
L’acceleratore, prodotto dall’azienda italiana SIT, è tra i primi dispositivi disponibili nel nostro Paese per la ricerca preclinica oncologica.
«Disporre di questa tecnologia all’interno di un centro preclinico integrato come il CAPiR ci mette nelle condizioni di avviare studi che fino a ieri richiedevano di andare altrove, con ricadute che nel medio periodo potranno riguardare i protocolli di cura dei pazienti oncologici», ha dichiarato Giovanni Li Volti, docente dell’Università di Catania e presidente del CAPiR.
Il progetto Anthem e le nuove terapie contro il cancro
L’acquisizione dell’acceleratore rientra nel progetto Anthem (AdvaNced Technologies for Human-centrEd Medicine), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR.
Il progetto coinvolge 23 enti partner e oltre 250 ricercatori impegnati nello sviluppo di tecnologie biomediche innovative, per un investimento complessivo di 123 milioni di euro.
Particolare rilevanza assume lo Spoke 4, coordinato dall’Università di Catania, dedicato allo sviluppo di nuove terapie oncologiche avanzate, tra cui la Flash Therapy e la Boron Neutron Capture Therapy (BNCT).
Focus sul glioblastoma
Uno dei principali ambiti di applicazione della ricerca riguarda il glioblastoma, considerato il tumore cerebrale più aggressivo e tra quelli per i quali esistono ancora oggi limitate opzioni terapeutiche.
L’obiettivo degli studi è comprendere come le nuove tecnologie radioterapiche possano migliorare l’efficacia dei trattamenti e offrire nuove speranze ai pazienti affetti da patologie oncologiche particolarmente complesse.
L’arrivo dell’acceleratore al CAPiR rafforza il ruolo dell’Università di Catania e della Sicilia nel panorama nazionale della ricerca biomedica, confermando l’impegno del territorio nello sviluppo di soluzioni innovative per la medicina del futuro.
