Paternò, il futuro dell’ex Albergo Sicilia: associazioni propongono moduli abitativi al Parco Primavera e lo stabile come centro d’incontro

Paternò, il futuro dell'ex Albergo Sicilia: associazioni propongono moduli abitativi al Parco Primavera e lo stabile come centro d'incontro

Paternò, le associazioni: «L’ex Albergo Sicilia diventi una casa per il volontariato e l’inclusione»

PATERNÒ – Sul futuro dell’ex Albergo Sicilia, storico edificio di proprietà della Città Metropolitana di Catania situato in via Vittorio Emanuele, a pochi passi da Villa Moncada, intervengono le associazioni della Rete per l’accoglienza, l’integrazione e il contrasto alle povertà, che hanno inviato una lettera al Prefetto e alla Commissione Straordinaria che guida il Comune di Paternò.

L’obiettivo è avanzare una proposta concreta per affrontare il problema abitativo dei lavoratori migranti presenti sul territorio e, al tempo stesso, individuare una nuova funzione sociale per l’immobile, da anni in stato di abbandono.

Un edificio simbolo del degrado urbano

L’ex Albergo Sicilia, chiuso da tempo, è progressivamente diventato rifugio di fortuna per senza fissa dimora e persone in condizioni di marginalità sociale.

Negli anni la struttura è stata più volte interessata da episodi di vandalismo, furti e degrado, senza che venisse individuato un progetto definitivo di recupero e valorizzazione.

Proprio per questo motivo le associazioni ritengono necessario avviare una riflessione sul suo riutilizzo.

La questione abitativa dei lavoratori migranti

Nel documento sottoscritto da Caritas del XII Vicariato Paternò-Ragalna, Ordine Francescano Secolare, APAS, ANPI di Paternò, Azienda Agricola Agorà Fattoria Sociale, Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto ETS e Voce, viene evidenziata la difficile situazione abitativa che interessa numerosi lavoratori stranieri impiegati nel comparto agricolo.

Secondo i firmatari, garantire alloggi dignitosi rappresenta il primo passo per favorire percorsi di inclusione sociale, legalità e integrazione.

Le associazioni sottolineano come negli ultimi anni siano emersi fenomeni di sfruttamento lavorativo e abitativo, aggravati dalla carenza di soluzioni adeguate e dalla presenza di condizioni alloggiative spesso precarie e prive dei requisiti minimi.

La proposta: moduli abitativi al Parco Primavera

Per affrontare l’emergenza, la Rete propone la realizzazione di moduli abitativi nell’area del Parco Primavera.

Secondo i promotori dell’iniziativa, la collocazione all’interno del tessuto urbano consentirebbe ai lavoratori migranti un più agevole accesso ai servizi pubblici e privati presenti in città e favorirebbe percorsi di integrazione con la comunità locale.

Allo stesso tempo, le associazioni ritengono opportuno evitare l’utilizzo di luoghi particolarmente simbolici e identitari per la cittadinanza come spazi destinati esclusivamente all’accoglienza abitativa.

L’ex Albergo Sicilia come centro associativo

Per l’edificio di via Vittorio Emanuele viene invece avanzata una proposta differente.

Le associazioni chiedono che l’ex Albergo Sicilia diventi la sede delle realtà del terzo settore operanti sul territorio, comprese quelle impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione dei cittadini stranieri.

L’idea è quella di trasformare la struttura in un centro aperto alla città, capace di ospitare attività sociali, culturali, formative e aggregative.

Un luogo che possa diventare punto di incontro tra le diverse comunità presenti a Paternò e favorire percorsi di partecipazione e inclusione.

Un dibattito destinato a proseguire

La proposta apre una riflessione più ampia sul futuro dell’immobile e sulle politiche di accoglienza e integrazione nel territorio paternese.

Spetterà ora alle istituzioni valutare la fattibilità delle soluzioni avanzate e individuare un percorso condiviso che tenga insieme recupero del patrimonio pubblico, inclusione sociale e sviluppo della comunità locale.

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