PATERNÒ – A cinque mesi dalla nomina, l’amministratore unico di Ama Spa, Giovanni Parisi, ha fatto il punto sullo stato di salute della società che gestisce il servizio idrico di Paternò. Il quadro emerso è complesso, ma l’azienda ha già avviato un piano di risanamento strutturale.
Al momento dell’insediamento, la cassa disponibile era di circa 350mila euro, a fronte di debiti accumulati per oltre 2,3 milioni di euro. Una situazione resa ancora più critica dall’organico ridotto: oggi Ama conta 11 dipendenti fissi e 17 lavoratori in somministrazione, lontani dalle 30 unità previste dal piano industriale. “Un deficit che ha pesato sulla capacità operativa e sulla qualità del servizio”, ha ammesso Parisi.
LE MOSSE GIÀ FATTE
Nonostante le difficoltà, la nuova governance ha messo in campo interventi concreti: introdotti strumenti di pianificazione e controllo, attivate le verifiche antimafia, riorganizzata la struttura interna e potenziati i canali di ascolto verso i cittadini. Sul fronte tecnico, è partita una campagna di ricerca perdite nella rete idrica, con interventi mirati nella zona di Scala Vecchia per ridurre gli sprechi e migliorare la continuità del servizio.
RECUPERO CREDITI E LOTTA AGLI ABUSI
Per far fronte all’indebitamento, è stata affidata a specialisti la riscossione dei crediti insoluti. Parallelamente, con il supporto della Polizia Municipale e dei Carabinieri, sono in corso controlli periodici per individuare e rimuovere gli allacci abusivi alla rete.
IL FUTURO PASSA DAL GESTORE UNICO
In linea con le direttive territoriali, la gestione idrica confluirà progressivamente nel gestore unico SIE. Ama, tuttavia, non uscirà di scena: attraverso la partecipazione in Hydro Catania, la società resterà coinvolta nella programmazione degli investimenti e nello sviluppo delle infrastrutture locali.
OLTRE L’ACQUA
Lo statuto di Ama consente di ampliare il raggio d’azione ad altri servizi pubblici, come la manutenzione del verde, la gestione di impianti e la mobilità. “Ma per farlo – ha concluso Parisi – serve prima raggiungere un equilibrio economico-finanziario solido e duraturo”. Un obiettivo che, a giudicare dalle mosse già compiute, l’azienda intende perseguire senza tentennamenti.

Ma perché non dice apertamente di chi sono le responsabilità di questo buco? L’amministrazione Naso (sciolta per infiltrazione mafiosa) è coinvolta?