Caldo, arriva la tregua: temporali, grandine e temperature giù di 6 gradi. Ma il caldo africano è già pronto a tornare
Dopo giorni di caldo record, una perturbazione nordica attraversa l’Italia portando piogge intense, grandinate e un sensibile calo delle temperature. Allerta arancione in Veneto ed Emilia-Romagna, gialla su gran parte della Penisola. L’emergenza climatica resta però al centro dell’attenzione europea dopo un giugno segnato da eventi estremi e migliaia di vittime legate al caldo.
L’Italia tira finalmente un sospiro di sollievo dopo giorni di caldo soffocante. Una perturbazione proveniente dal Nord Europa ha infatti interrotto la lunga fase dominata dall’anticiclone africano, portando temporali, nubifragi, grandinate e un deciso abbassamento delle temperature su gran parte del Paese.
Si tratta però di una tregua destinata a durare poco. Secondo le previsioni meteorologiche, già dal prossimo fine settimana l’alta pressione africana tornerà infatti a rafforzarsi riportando il caldo intenso e valori ben oltre le medie stagionali.
Il maltempo colpisce il Nord
I primi effetti della perturbazione si sono già fatti sentire nel pomeriggio con fenomeni particolarmente violenti al Nord.
A Milano e nell’hinterland si sono abbattuti nubifragi accompagnati da forti raffiche di vento che hanno provocato centinaia di interventi dei vigili del fuoco per allagamenti, alberi caduti e danni causati dal maltempo.
Temporali intensi hanno interessato anche Torino, numerose province dell’Emilia-Romagna e il Trentino. Sull’Altopiano di Asiago è stata segnalata una tromba d’aria, mentre al Passo dello Stelvio sono caduti perfino alcuni fiocchi di neve, un’immagine insolita nel pieno dell’estate.
Allerta meteo su gran parte d’Italia
La fase di maltempo proseguirà nelle prossime ore interessando progressivamente anche il Centro e il Sud.
Per la giornata di domani è stata diramata:
- allerta arancione in Veneto ed Emilia-Romagna;
- allerta gialla su gran parte della Penisola per il rischio di temporali intensi.
Gli esperti invitano alla massima prudenza soprattutto nelle aree interessate da possibili nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento.
Temperature in calo, ma solo per pochi giorni
Secondo il meteorologo Claudio Tei del Consorzio Lamma-Cnr, la perturbazione garantirà un abbassamento delle temperature di circa 5-6 gradi.
Nonostante il calo, i valori rimarranno comunque superiori alle medie climatiche del periodo.
La parentesi più fresca durerà soltanto due o tre giorni prima del ritorno dell’anticiclone africano, pronto a riportare condizioni di forte caldo su gran parte della Penisola.
Restano due città con il bollino rosso
Anche il Ministero della Salute registra un leggero miglioramento della situazione.
Dalle ore 22 di oggi le città italiane con il massimo livello di allerta per le ondate di calore scendono da diverse località a sole due:
- Reggio Calabria;
- Catania.
Si tratta delle uniche città ancora contrassegnate dal bollino rosso, indice di condizioni climatiche potenzialmente pericolose anche per le persone sane.
L’Europa corre ai ripari
L’emergenza climatica è ormai diventata una priorità anche a livello europeo.
Domani il ministro della Salute Orazio Schillaci presiederà una Cabina di regia dedicata proprio agli effetti dell’ondata di calore.
Il 6 luglio è invece prevista una riunione straordinaria dei responsabili europei delle emergenze, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici.
Il direttore regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Hans Henri Kluge, ha spiegato che l’obiettivo sarà rispondere a una domanda fondamentale:
“Che cosa abbiamo imparato da questa ondata di calore? Siamo pronti per la prossima e come può l’Oms Europa offrire un sostegno ancora maggiore?”
La Spagna conta già mille vittime
L’emergenza caldo continua intanto a fare vittime in Europa.
Solo nel mese di giugno la Spagna ha registrato circa mille decessi riconducibili agli effetti delle alte temperature.
Il primo semestre del 2026 è stato inoltre il più caldo mai registrato nella penisola iberica, confermando una tendenza che preoccupa climatologi e autorità sanitarie.
Costi economici sempre più pesanti
L’impatto del cambiamento climatico non riguarda soltanto la salute pubblica.
La Commissione europea sta lavorando a un nuovo piano di adattamento climatico che sarà presentato entro la fine dell’anno.
Secondo le stime di Bruxelles, nel 2025 i cambiamenti climatici, le alluvioni, gli incendi e gli eventi meteorologici estremi hanno provocato una perdita economica di circa 43 miliardi di euro, ai quali si aggiungono altri 50 miliardi di dollari di danni causati dagli eventi atmosferici eccezionali.
In Italia oltre 700 eventi estremi in un mese
Anche i dati diffusi da Coldiretti fotografano una situazione sempre più critica.
Nel solo mese di giugno in Italia si sono verificati circa 700 eventi meteorologici estremi, con una media superiore a 23 episodi al giorno tra:
- nubifragi;
- grandinate;
- tornado;
- trombe d’aria;
- tempeste di vento;
- violenti temporali con fulmini.
Si tratta di un numero più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025.
Negli ultimi quattro anni, conclude Coldiretti, il conto dei danni provocati dal maltempo e dagli eventi climatici estremi ha ormai raggiunto 20 miliardi di euro, confermando come la crisi climatica rappresenti una delle principali sfide per l’Italia e per tutta l’Europa.
