Aeroporto Catania, cessione Sac. Cisal e Legea alzano il muro: “Trasparenza e fusioni prima della privatizzazione”

Aeroporto Catania, cessione Sac. Cisal e Legea alzano il muro: "Trasparenza e fusioni prima della privatizzazione"

I sindacati scrivono agli enti soci e ai vertici della società

CATANIA – A poco più di un mese dalla scadenza del termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse per l’acquisto della quota di maggioranza della SAC S.p.A., fissata al 15 giugno scorso, Cisal Catania e Legea intervengono sul percorso di privatizzazione chiedendo maggiori garanzie a tutela dei circa 500 lavoratori dell’area aeroportuale etnea.

Con una nota ufficiale inviata agli enti soci e ai vertici della società, le due organizzazioni sindacali sollecitano maggiore trasparenza sull’operazione, la fusione tra SAC e SAC Service e un sistema di tutele occupazionali che accompagni l’intera durata della concessione aeroportuale.

«Le regole della governance siano rese pubbliche»

Il primo tema riguarda la governance della futura società. Nel corso dell’Assemblea dei Soci del 16 giugno sono state definite le regole che rimarranno in capo alla componente pubblica dopo l’ingresso del partner privato, ma tali disposizioni saranno comunicate soltanto agli operatori economici ammessi alla seconda fase della procedura.

Una scelta che Cisal e Legea contestano, ricordando come SAC sia oggi una società a capitale interamente pubblico e, in quanto tale, soggetta a specifici obblighi di trasparenza previsti dal D.Lgs. 175/2016.

«Chiediamo che le regole di governance vengano rese pubbliche prima della pubblicazione delle condizioni definitive di gara e comunque entro quindici giorni dalla protocollazione della presente», si legge nella nota sindacale.

La richiesta di fusione con SAC Service

Altro punto ritenuto prioritario è la fusione tra SAC S.p.A. e la controllata SAC Service S.r.l., richiesta che i sindacati ripropongono come condizione preliminare alla cessione della maggioranza societaria.

Secondo Cisal e Legea, l’attuale presenza di due società che applicano contratti collettivi differenti genera disparità di trattamento tra lavoratori che operano nello stesso aeroporto e svolgono attività analoghe.

«La fusione rappresenta una condizione necessaria e non rinviabile – affermano i segretari Giovanni Lo Schiavo e Sandro Barbagallo – perché garantirebbe l’uniformità contrattuale e impedirebbe che le differenze tra i due contratti possano essere utilizzate come leva per ridurre il costo del lavoro nella fase di transizione».

I sindacati chiedono inoltre un riscontro formale sulla volontà degli enti soci di procedere alla fusione prima della presentazione delle offerte vincolanti.

Le garanzie occupazionali fino al 2049

La nota affronta anche il tema della tutela dei lavoratori nel lungo periodo.

Pur prendendo atto della clausola di lock-up quinquennale già prevista dall’avviso pubblico, Cisal e Legea ritengono insufficienti le garanzie attualmente previste, considerato che la concessione aeroportuale si estende fino al 2049.

Le organizzazioni sindacali propongono quindi tre misure principali:

  • l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra enti pubblici, socio privato e organizzazioni sindacali;
  • una procedura obbligatoria di consultazione preventiva per ogni riorganizzazione che coinvolga quote significative del personale, anche oltre il periodo di cinque anni previsto dal lock-up;
  • il riconoscimento del diritto di prelazione ai lavoratori già impiegati nello scalo sulle nuove posizioni che nasceranno dai futuri investimenti infrastrutturali.

Il possibile approdo al Senato

Infine, Cisal e Legea fissano un termine preciso per ottenere una risposta dagli enti soci.

«In assenza di un riscontro scritto entro quindici giorni – concludono – ci riserviamo di sottoporre i contenuti della presente alla Commissione Insularità del Senato della Repubblica».

La richiesta dei sindacati apre così un nuovo fronte nel percorso di privatizzazione della SAC, una delle operazioni societarie più rilevanti degli ultimi anni per il sistema aeroportuale siciliano e per l’economia dell’intera Isola.

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