CATANIA – Si è conclusa l’attività eruttiva dell’Etna che nei giorni scorsi aveva interessato il cratere Voragine e provocato disagi anche al traffico aereo. A comunicarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, che nell’ultimo bollettino conferma la cessazione dell’attività e il progressivo ritorno a una situazione di normalità.
Le immagini provenienti dalle telecamere di sorveglianza installate sui crateri sommitali non evidenziano più fenomeni di incandescenza né anomalie termiche.
Tremore vulcanico su valori bassi
Anche i principali parametri di monitoraggio mostrano un netto calo dell’attività.
L’ampiezza media del tremore vulcanico resta infatti nel campo dei valori bassi, mentre il centroide delle sorgenti è localizzato a est del cratere Voragine, a una quota compresa tra 2.500 e 2.800 metri sul livello del mare.
L’attività infrasonica continua a mantenersi su livelli contenuti ed è concentrata nell’area del Cratere di Nord-Est.
Monitoraggio costante della deformazione del suolo
Sul fronte delle deformazioni del vulcano, i tecnici dell’INGV hanno registrato alcune variazioni strumentali.
La stazione clinometrica sommitale ECP, dopo un lieve recupero, ha evidenziato una variazione di circa 0,5 microradianti tra le 14 e le 17.30 UTC.
Anche il dilatometro DRUV ha mostrato una compressione più marcata, pari a circa 30 nanostrain tra le 13.30 e le 17 UTC, dopo una lenta compressione accumulata dall’inizio del 7 luglio.
Entrambi i segnali risultano comunque stabili al momento della pubblicazione del bollettino.
Rientra l’emergenza nello scalo di Catania
Con la fine della fase eruttiva si è conclusa anche l’emergenza che aveva interessato l’aeroporto internazionale di Catania, costretto nei giorni scorsi a limitare la propria operatività a causa della nube di cenere vulcanica.
Fondamentale il supporto dell’aeroporto internazionale di Palermo “Falcone Borsellino”, che tra il 5 e il 7 luglio ha gestito, oltre ai circa 240 movimenti giornalieri già programmati, circa 100 voli dirottati da Catania e la riprogrammazione di altri 100 voli in partenza dallo scalo palermitano.
Gesap: “Superata una prova complessa”
«L’emergenza determinata dall’attività eruttiva dell’Etna ha rappresentato una prova complessa per l’intero sistema aeroportuale siciliano – ha dichiarato l’amministratore delegato di Gesap, Gianfranco Battisti –. Grazie alla straordinaria professionalità delle donne e degli uomini della comunità aeroportuale di Palermo siamo riusciti a garantire continuità operativa, sicurezza e assistenza ai passeggeri, gestendo una situazione eccezionale senza significative ripercussioni sull’operatività dello scalo».
Con il ritorno alla normalità dell’attività vulcanica e la piena ripresa dei collegamenti aerei, si chiude così una fase che ha richiesto un importante sforzo organizzativo da parte delle autorità aeroportuali e degli enti di monitoraggio.
