Catania tra le 19 città da bollino rosso: nuova ondata di caldo da record

Catania tra le 19 città da bollino rosso: nuova ondata di caldo da record

CATANIA – Il caldo stringe la sua morsa sull’Italia e sulla Sicilia. Sabato 18 luglio saranno 19 i capoluoghi italiani contrassegnati dal bollino rosso nel bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute. Tra questi figurano Catania e Palermo, mentre Messina sarà interessata da un livello di allerta arancione.

Il numero delle città da bollino rosso sale così rispetto alle 16 della giornata odierna. Il livello massimo di allerta riguarderà Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Viterbo, Rieti, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Latina, Pescara, Campobasso, Cagliari, Palermo e Catania.

Bollino arancione, invece, per Verona, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Messina.

Cosa significa il bollino rosso

Il livello 3, identificato dal bollino rosso, segnala condizioni di emergenza legate alla persistenza delle alte temperature, con possibili conseguenze negative sulla salute non soltanto delle persone considerate più fragili, ma anche di individui sani e attivi.

Di fronte al protrarsi del caldo estremo, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) richiama l’attenzione sui rischi, soprattutto per anziani, soggetti fragili e pazienti affetti da patologie croniche.

«Ormai temperature di 35 gradi non sono più un’eccezione. Il nostro organismo possiede meccanismi molto efficaci per mantenere costante la temperatura corporea, ma quando il caldo si associa a elevata umidità questi sistemi vengono messi a dura prova. Si perdono liquidi e sali minerali, aumenta il lavoro del cuore e compaiono stanchezza, debolezza e cali di pressione», spiega Andrea Montagnani, presidente nazionale della Fadoi.

Oltre i 40 gradi aumenta il pericolo

Secondo gli internisti ospedalieri, i rischi crescono ulteriormente quando le temperature raggiungono o superano i 40 gradi.

«In queste condizioni il corpo può non riuscire più a disperdere il calore – avverte Montagnani –. La temperatura interna aumenta e possono comparire disidratazione importante, alterazioni della pressione arteriosa, confusione mentale fino al colpo di calore».

Il colpo di calore rappresenta una vera emergenza sanitaria perché può compromettere il funzionamento di organi vitali come cervello, cuore e reni, rendendo necessario un intervento medico immediato.

Il caldo notturno impedisce il recupero

A rendere la situazione ancora più critica è la persistenza delle temperature elevate per diversi giorni consecutivi, soprattutto quando anche durante la notte il caldo non concede tregua.

«L’organismo non riesce più a recuperare – sottolinea il presidente della Fadoi –. Si instaura una progressiva disidratazione, aumenta lo stress cardiovascolare e registriamo un incremento dei ricoveri per scompenso cardiaco, insufficienza renale, infezioni e complicanze respiratorie».

Durante le ore più calde sarà quindi necessario prestare particolare attenzione, limitando l’esposizione diretta al sole e gli sforzi fisici, mantenendo una corretta idratazione e controllando con maggiore frequenza le condizioni delle persone anziane, sole o affette da patologie croniche.

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