Pfizer, Consiglio comunale straordinario a Catania: approvati due ordini del giorno per i 370 lavoratori

Pfizer, Consiglio comunale straordinario a Catania: approvati due ordini del giorno per i 370 lavoratori

CATANIA – Il Consiglio comunale di Catania si schiera a tutela dei lavoratori coinvolti nella vertenza Pfizer e chiede un intervento coordinato delle istituzioni per salvaguardare lo storico stabilimento farmaceutico della zona industriale.

La seduta straordinaria, convocata dal presidente dell’Assemblea cittadina Sebastiano Anastasi, si è svolta questa mattina a Palazzo degli Elefanti. Al centro del dibattito il futuro di 370 lavoratori, tra dipendenti diretti e personale dell’indotto, coinvolti nel piano di ridimensionamento del sito produttivo.

In particolare, la vertenza riguarda circa 330 dipendenti Pfizer indicati come esuberi e una quarantina di lavoratori dell’indotto.

Approvati due ordini del giorno

In apertura della seduta, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità due ordini del giorno dedicati alla crisi occupazionale.

Il primo documento, presentato dai consiglieri Bruno Brucchieri e Piermaria Capuana, esprime solidarietà ai lavoratori e impegna la Giunta comunale a partecipare al tavolo tecnico convocato per il 22 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’atto sollecita inoltre l’istituzione di un tavolo di crisi permanente tra Governo nazionale e Regione Siciliana, con l’obiettivo di tutelare il polo farmaceutico e scongiurare un ulteriore processo di desertificazione produttiva del territorio catanese.

Chiesta una cabina di regia locale

Il secondo ordine del giorno, che ha come primo firmatario il consigliere Salvatore Giuffrida, contesta i tagli occupazionali annunciati e invita il sindaco a esercitare ogni iniziativa istituzionale utile nei confronti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il documento chiede anche la costituzione di una cabina di regia locale permanente contro il disinvestimento industriale e ribadisce la vicinanza delle istituzioni comunali alle iniziative di mobilitazione organizzate dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali.

Il 22 luglio il tavolo al Mimit

Il confronto decisivo è atteso per mercoledì 22 luglio, alle ore 10, quando le parti si riuniranno a Roma nella sede del Mimit. Il tavolo è stato convocato dal ministro Adolfo Urso per approfondire la situazione dello stabilimento etneo, valutarne le prospettive industriali e occupazionali e individuare possibili soluzioni.

La crisi è legata allo stop di due linee produttive dello stabilimento catanese. I sindacati chiedono il mantenimento dell’occupazione e la continuità produttiva del sito. Nell’eventualità di una cessione, domandano l’individuazione di un soggetto con esperienza nel settore farmaceutico e la presentazione di un piano industriale credibile.

Trantino: “Restiamo uniti per il bene dei lavoratori”

I lavori del Consiglio comunale sono stati conclusi dall’intervento del sindaco Enrico Trantino, che ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione nella ricerca di soluzioni concrete a tutela dell’occupazione e del futuro dello stabilimento.

«Di fronte alla crisi aziendale che sta colpendo molti lavoratori catanesi, la politica ha il dovere di cercare soluzioni concrete senza cedere a strumentalizzazioni. Prima di agire ho voluto approfondire la situazione incontrando i tecnici dell’azienda, i rappresentanti sindacali e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso».

Il primo cittadino ha indicato come priorità il mantenimento dei livelli occupazionali e la continuità del sito industriale.

«L’obiettivo principale, oltre al mantenimento dei livelli occupazionali, è garantire la continuità del sito industriale, pur dovendo fare i conti con la sostenibilità del settore. Restiamo uniti, al di là delle divisioni politiche, per il bene esclusivo dei lavoratori».

La seduta straordinaria ha così espresso una posizione unitaria del Consiglio comunale in vista del confronto ministeriale, considerato un passaggio fondamentale per il futuro dello stabilimento Pfizer e dell’intero comparto industriale catanese.

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