CATANIA – Nelle scorse settimane, a Catania, è stato finalmente demolito un immobile abusivo realizzato nella zona B dell’Oasi del Simeto, in contrada Vaccarizzo. La demolizione è stata eseguita direttamente dagli eredi della persona condannata, con sentenza definitiva, per aver costruito senza alcuna autorizzazione in un’area sottoposta a vincoli ambientali.
Si tratta di un risultato significativo, frutto dell’azione costante dell’Ufficio competente nella tutela del territorio e nel contrasto all’abusivismo edilizio, con particolare attenzione alle aree di pregio ambientale e naturalistico.
L’azione amministrativa
L’attività dell’Ufficio si concentra sull’esecuzione delle sentenze di condanna per illeciti edilizi che prevedono la demolizione delle opere abusive. La procedura prevede, in prima battuta, l’interpello dei condannati o dei loro eredi, ai quali viene assegnato un termine per provvedere autonomamente alla demolizione.
In caso di inadempienza, l’amministrazione procede con la demolizione forzosa, affidando i lavori a ditte incaricate – spesso imprese confiscate alla criminalità organizzata – e addebitando poi i costi ai responsabili dell’abuso.
Un effetto deterrente sempre più evidente
La fermezza e la continuità dell’azione amministrativa stanno però producendo anche un importante effetto deterrente e collaborativo. Sempre più spesso, come avvenuto nel caso dell’immobile di contrada Vaccarizzo, i cittadini o i loro eredi scelgono di farsi carico direttamente della demolizione, evitando così gli aggravi economici e procedurali legati agli interventi forzosi.
Un segnale chiaro di maggiore consapevolezza e responsabilità verso il rispetto delle norme urbanistiche e ambientali.
I numeri
Soltanto negli ultimi diciotto mesi, questa scelta è stata adottata per 46 immobili abusivi, un dato che testimonia la crescente efficacia dell’azione di contrasto all’abusivismo edilizio e il progressivo consolidamento di una cultura della legalità nella gestione del territorio.
Un risultato che rafforza la tutela dell’Oasi del Simeto e delle aree vincolate della costa sud di Catania, restituendo al paesaggio naturale porzioni di territorio sottratte per anni all’uso pubblico e alla salvaguardia ambientale.
