Droga tra Catania-Barcellona, regia etnea: sgominata organizzazione di narcos. 12 arresti e beni sequestrati per 1 mln (VIDEO)

Droga tra Catania-Barcellona, regia etnea: sgominata organizzazione di narcos. 12 arresti e beni sequestrati per 1 mln (VIDEO)

Dodici arresti tra Italia e Spagna, il sequestro di beni per un valore complessivo di circa un milione di euro e lo smantellamento di una presunta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga. È il bilancio della maxi operazione antidroga denominata “Barcellona-Express/Farfalla”, condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e dello S.C.I.C.O. della Guardia di finanza, in collaborazione con la Polizia spagnola e con il coordinamento di Eurojust.

Arresti e sequestri tra i due Paesi

Sei arresti (ai domiciliari) sono stati eseguiti in Italia, mentre altri sei in Spagna, di cui due in carcere. Tra i reati contestati a vario titolo figurano associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e riciclaggio.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni mobili e immobili, tra cui una villa a Barcellona, cinque veicoli tra auto e moto, attività finanziarie e denaro contante, per un valore complessivo stimato in circa un milione di euro.

Le perquisizioni eseguite nei due Paesi hanno inoltre portato al sequestro di 1.670 piante di cannabis e di materiali e strutture utilizzati per tre piantagioni indoor.

Il traffico di droga nascosto tra frutta e mangimi

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in una prima fase il trasporto dello stupefacente avveniva su gomma, occultando la droga all’interno di bancali di frutta e verdura caricati su autocarri diretti a Catania dopo la tratta marittima Barcellona-Civitavecchia.

Successivamente il sistema sarebbe stato modificato: le partite di droga venivano nascoste in grossi sacchi di mangime per animali domestici, richiusi con un complesso sistema di apertura e sigillatura a caldo delle sacche per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

Il presunto vertice dell’organizzazione

Al vertice dell’organizzazione, secondo gli investigatori, si collocherebbe A.C., 46 anni, catanese trasferitosi a Barcellona, ritenuto promotore, organizzatore e finanziatore del sodalizio.

L’uomo, con l’aiuto di collaboratori fidati, avrebbe gestito sia la produzione autonoma di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità sia l’approvvigionamento della sostanza da fornitori locali, organizzando i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio destinati alle piazze di spaccio della Sicilia orientale.

Già arrestato in Spagna per possesso di marijuana e destinatario del divieto di espatrio, sarebbe stato individuato e arrestato a Catania, dove si era recato clandestinamente nei giorni precedenti.

I presunti complici e la rete operativa

Tra i principali complici figurerebbe la compagna dell’uomo, R.C., 43 anni, di origini catanesi, che si sarebbe occupata delle fasi preparatorie della spedizione e lavorazione della droga, della conta e valutazione dei quantitativi, del controllo della qualità del prodotto e della gestione degli ambienti di coltivazione.

Altri tre catanesi – D.L., G.L. e S.S., rispettivamente di 53, 52 e 47 anni – avrebbero trasportato dall’Italia in Spagna il denaro derivante dalla vendita dell’hashish nella provincia etnea. G.L., insieme al fratello, avrebbe inoltre gestito la cessione dello stupefacente a Catania e la custodia in un’abitazione di Belpasso.

S.S. avrebbe contribuito al finanziamento dell’attività criminale e alla riscossione dei proventi, gestendo la cassa comune insieme a A.D.B., 34 anni.

Individuati anche alcuni presunti fiancheggiatori per la gestione delle piantagioni, la logistica e il trasporto della droga. Quattro cittadini spagnoli sarebbero stati impiegati quotidianamente nelle coltivazioni indoor di cannabis, mentre il catanese C.N., 49 anni, pur non inserito stabilmente nell’associazione, avrebbe collaborato in alcune occasioni alla gestione dei trasporti tramite una società di commercio internazionale di generi alimentari a lui riconducibile.

I sequestri durante le indagini

Nel corso delle indagini sono stati effettuati numerosi interventi in Italia e in Spagna che hanno portato, in più fasi, all’arresto in flagranza di 13 persone (10 in Italia e 3 in Spagna) per detenzione e spaccio di stupefacenti.

Sequestrati complessivamente oltre 900 chilogrammi tra hashish e marijuana, una piantagione di canapa indiana a Mascali e alcune armi – due fucili e due pistole.

Gli investigatori hanno inoltre ricondotto alla stessa organizzazione un ulteriore carico di 273 chilogrammi di marijuana e hashish sequestrato dalla Guardia di finanza di Civitavecchia durante controlli portuali e una partita di 60 chilogrammi di droga ricevuta nella provincia di Catania.

Resta ferma, per tutti gli indagati, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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